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Furgoni sospetti vicino a base USA: cinque giovani arrestati e poi scarcerati

Furgoni sospetti vicino a base USA: cinque giovani arrestati e poi scarcerati

Una segnalazione notturna porta alla scoperta di tre furgoni sospetti, cinque arresti e un rilascio sorprendente, il tutto a pochi chilometri da una base americana.

All’alba di domenica una residente di un villaggio del Gloucestershire, nella campagna inglese, ha notato tre furgoni bianchi bloccati sull’accesso di casa sua. Spaventata, ha immediatamente allertato la polizia, innescando una serie di azioni rapide che hanno coinvolto forze armate, esperti di esplosivi e le autorità di contro-terrorismo.

Nel giro di quindici minuti le pattuglie armate erano sul posto e la zona è stata dichiarata incidente di grande rilevanza a pochi metri dalla base militare RAF Fairford, utilizzata di recente da bombardieri statunitensi per operazioni contro l’Iran.

Un robot di sminamento è stato impiegato per perlustrare i tre veicoli, mentre circa 85 abitazioni nei dintorni sono state evacuate per precauzione.

Arresti, accuse e reazioni internazionali

Gli investigatori hanno fermato cinque uomini britannici, tutti nella loro ventina e provenienti da Londra, con il sospetto di possesso di esplosivi e di preparazione di un atto terroristico.

Subito dopo, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, a più di 5.800 km di distanza, ha dichiarato: “Li avevamo sotto osservazione da tempo, li abbiamo catturati”. Parallelamente, il primo ministro britannico Andy Burnham ha invitato alla cautela, chiedendo di non speculare sui motivi.

L’ambasciata iraniana a Londra ha smentito qualsiasi collegamento, definendo la notizia “una propaganda irano-filofobica”.

Il giorno successivo, tutti i cinque sospetti sono stati rilasciati su cauzione, lasciando Trump sorpreso. Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha allora affermato che l’evento “coinvolge chiaramente le mani di un attore straniero”, senza però indicare quale.

Analisi degli esperti e ipotesi sul movente

Gli analisti hanno messo in dubbio la gravità dell’operazione, evidenziando l’assenza di tracce di esplosivi nei furgoni. Chris Phillips, ex capo del National Counter Terrorism Security Office, ha dichiarato a Al Jazeera che se fossero stati trovati ordigni i sospetti non sarebbero stati rilasciati. La legge antiterrorismo del 2000 consente di trattenere i sospetti fino a quattordici giorni, ma solo se vi sono prove concrete.

Una delle vetture portava il marchio “Fuel 2You”, che secondo BBC Verify non corrisponde a nessuna impresa registrata. Alcuni esperti suggeriscono che i colpi di pressione possano riguardare il furto di carburante: molte case della zona non sono collegate alla rete del gas e dipendono da serbatoi d’olio da giardino, diventati più redditizi con l’aumento dei prezzi del combustibile durante la guerra con l’Iran.

Possibili collegamenti stranieri e conseguenze politiche

Nonostante le ipotesi di furto di carburante, alcuni studiosi, come Anthony Glees dell’Università di Buckingham, ritengono che l’impiego di tre furgoni bianchi indica una pianificazione più sofisticata, forse finalizzata a creare un “fraintendimento” per far apparire il Regno Unito vulnerabile. In questa lettura, i giovani sarebbero stati “utili idioti”, assunti da uno stato estero per orchestrare una scena imbarazzante.

Il concetto di “dominanza narrativa” è stato citato per spiegare l’enfasi della Casa Bianca: l’amministrazione americana avrebbe preferito costruire una storia di minaccia piuttosto che una strategia militare concreta. Anche i leader politici del Regno Unito, dal Primo Ministro ai responsabili di contro-terrorismo, hanno sottolineato che le indagini considerano ogni possibile scenario, inclusa la possibilità di operazioni compiute da individui ignari di un eventuale patrocinio estero.

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