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Andrea Tempestini trovato morto a 40 anni: chi era il vicedirettore di Libero

Andrea Tempestini trovato morto a 40 anni: chi era il vicedirettore di Libero

Andrea Tempestini trovato morto a 40 anni nella cantina di casa: chi era il vicedirettore di Libero, una carriera tra giornalismo e digitale.

La morte di Andrea Tempestini, vicedirettore e digital editor di Libero, ha scosso il mondo del giornalismo. Il professionista, 40 anni, è stato trovato senza vita nella sua abitazione a Milano: gli accertamenti sono ora concentrati sulla ricostruzione delle ultime ore e sulle circostanze della sua scomparsa. Ecco chi era e cosa sappiamo di lui.

La morte a Milano e il cordoglio per Andrea Tempestini

Andrea Tempestini è stato trovato senza vita nella serata di lunedì 28 settembre a Milano, all’età di 40 anni. Il corpo sarebbe stato rinvenuto nella cantina dell’abitazione di via Belinzaghi, nella zona di Maciachini, dopo l’allarme lanciato dalla sorella, che da circa due giorni non riusciva a mettersi in contatto con lui.

Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco e i carabinieri della stazione Porta Garibaldi, affiancati dagli specialisti della Sezione investigazioni scientifiche per gli accertamenti nell’appartamento.

Dalle prime ricostruzioni non sarebbero emersi elementi che facciano pensare alla presenza di altre persone. Gli accertamenti medico-legali non avrebbero inoltre rilevato sul corpo segni riconducibili all’intervento di terzi.

Nell’abitazione sarebbero stati trovati anche alcuni scritti attribuiti al giornalista. Gli elementi raccolti hanno portato gli investigatori a considerare l’ipotesi di un gesto volontario, mentre gli accertamenti proseguono per chiarire ogni aspetto della vicenda.

La notizia della scomparsa ha suscitato numerose reazioni nel mondo dell’informazione e delle istituzioni. Il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani ha ricordato Tempestini come “uno dei giornalisti più brillanti della sua generazione”, sottolineandone “competenza e capacità” e il contributo “all’evoluzione del giornalismo digitale”. Stefani ha quindi espresso vicinanza alla famiglia, agli amici e ai colleghi, parlando di una “dolorosa perdita per il mondo dell’informazione” e di un “vuoto profondo nella redazione di Libero”.

Anche il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha espresso il proprio cordoglio, affermando: “Il giornalismo perde un suo autorevole protagonista”. Messaggi di vicinanza sono arrivati inoltre da esponenti politici come Galeazzo Bignami, Alessandro Morelli e Augusta Montaruli, che hanno ricordato la professionalità, l’impegno e la passione con cui Tempestini aveva svolto il proprio lavoro.

Andrea Tempestini, chi era il giornalista trovato morto nella cantina di casa

Andrea Tempestini, nato nel 1986, era giornalista professionista dal 2010, anno in cui aveva iniziato a lavorare per Libero. Nel corso della sua carriera aveva maturato esperienze anche al Sole 24 Ore, a Libero Mercato e alla Rai Corporation di New York. Dopo il diploma al liceo scientifico Luigi Cremona, aveva studiato all’Università degli Studi di Milano, conseguendo nel 2008 la laurea in Scienze umanistiche per la comunicazione con 110 e lode. Aveva inoltre trascorso un periodo Erasmus alla Cardiff University, tra European Studies e Cardiff School of Journalism, Media and Cultural Studies.

All’interno di Libero, Tempestini aveva assunto negli anni un ruolo sempre più importante nel settore digitale, fino a diventare vicedirettore e digital editor di Liberoquotidiano.it. Si occupava del coordinamento della redazione online, della pianificazione dei contenuti e delle strategie Seo, seguendo anche podcast e attività legate all’analisi del traffico e alla reputazione sul web. Parallelamente aveva continuato a dedicarsi alla carta stampata, con articoli, commenti e approfondimenti. Tra i progetti realizzati figurava anche il podcast Sfighe – Storie di sport dove tutto è relativo, ideato e curato dallo stesso giornalista. Nel proprio profilo professionale aveva raccontato di essersi avvicinato alla comunicazione digitale superando un iniziale “pregiudizio”, fino a farne una delle principali aree della sua attività.

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