Gaza City, 30 ago. (askanews) – Nuova fuga verso sud per la popolazione palestinese di Gaza City mentre l’esercito israeliano intensifica le operazioni ai margini della città preparandosi a prenderne il controllo. La Croce Rossa ha avvertito sabato che qualsiasi tentativo israeliano di evacuare la città di Gaza metterebbe i residenti in pericolo.
Dopo quasi 23 mesi di guerra devastante, Israele è sottoposto a pressioni crescenti per porre fine all’offensiva a Gaza, dove le Nazioni Unite hanno dichiarato una carestia e la maggioranza della popolazione è stata sfollata almeno una volta. Ma nonostante gli appelli interni e internazionali per fermare la guerra, l’esercito israeliano si prepara a un’operazione intensificata per conquistare il principale centro urbano del territorio palestinese e trasferirne gli abitanti. “È impossibile che una evacuazione di massa della città di Gaza possa mai essere condotta in modo sicuro e dignitoso nelle condizioni attuali”, ha dichiarato in un comunicato la presidente del Comitato Internazionale della Croce Rossa, Mirjana Spoljaric. Lo stato drammatico di alloggi, assistenza sanitaria e nutrizione a Gaza rende l’evacuazione “non solo irrealizzabile ma incomprensibile nelle circostanze presenti”.
“Abbiamo lasciato il quartiere di Al-Tuffah perché è una zona pericolosa. Tutta Gaza City è diventata una zona pericolosa. Non sappiamo se dobbiamo restare o evacuare. Oggi siamo costretti a spostarci da nord a sud, anche se non eravamo stati sfollati la prima volta. Ma quello che sta accadendo ora è che Gaza City non è più una zona sicura. È diventata una zona completamente rossa, da nord a sud. È tutta una zona rossa” dice il 22enne Abed al Rahman.
“Ieri, durante il giorno, siamo stati bombardati e presi a colpi di arma da fuoco nelle strade e al mercato. Siamo scampati alla morte. Basta! Voglio dire ai negoziatori: da due anni ci spostiamo da una zona all’altra. Abbiate pietà di noi!” dice il 23enne Mahmoud Samur.