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Manovra 2027, ecco dove andranno i 23,5 miliardi: famiglie, sanità e imprese

Manovra 2027, ecco dove andranno i 23,5 miliardi: famiglie, sanità e imprese

Manovra 2027, il governo Meloni prepara 23,5 miliardi: fondi per famiglie, sanità e imprese, 4,5 miliardi per la difesa e nuove coperture da banche e tagli ai ministeri. Resta aperto il confronto con Bruxelles.

La Legge di Bilancio 2027 prende forma con una manovra da circa 23,5 miliardi di euro, tra risorse per famiglie, sanità, imprese, infrastrutture e difesa. Il Documento programmatico di bilancio anticipa le priorità del governo Meloni, delineando anche le principali coperture finanziarie, dai contributi del settore bancario ai tagli ai ministeri.

Restano però da definire diversi interventi, soprattutto quelli legati alla flessibilità europea, sui quali sarà decisivo il confronto con Bruxelles.

Legge di Bilancio 2027, manovra da 23,5 miliardi: le risorse per famiglie, sanità e imprese

Una manovra da circa 23,5 miliardi di euro, con interventi a favore delle famiglie, del sistema sanitario, delle imprese e delle infrastrutture, oltre a 4,5 miliardi destinati alla difesa e alla sicurezza.

È il quadro delineato dal Documento programmatico di bilancio (Dpb), trasmesso dal Ministero dell’Economia alla Commissione europea e al Parlamento, che anticipa le principali linee della prossima legge di Bilancio. L’esecutivo guidato da Giorgia Meloni indica tra le priorità «la tutela del potere di acquisto delle famiglie, con particolare attenzione a quelle più fragili, nonché il sostegno alle imprese e gli investimenti».

La quota più consistente, esclusi gli interventi per la difesa, riguarda le politiche familiari e sociali, con circa 5 miliardi di euro. Per la sanità sono previsti 2,4 miliardi, mentre alle imprese dovrebbero andare 3,4 miliardi. Le misure fiscali potranno contare su poco più di 2 miliardi, gli interventi infrastrutturali su oltre 3 miliardi e gli enti locali su 240 milioni. Nel documento sono inoltre accantonati circa 1,9 miliardi per il cosiddetto «fondo sentenze», previsto per il solo 2027, oltre a 720 milioni inseriti nella voce generica relativa ad altre spese e interventi. Si tratta, tuttavia, di cifre complessive che non specificano ancora come saranno distribuiti i finanziamenti tra le singole misure.

Coperture della manovra 2027, contributo da banche e assicurazioni e tagli ai ministeri

Per reperire le risorse necessarie, il governo punta soprattutto sul contributo di banche, assicurazioni e altri operatori finanziari, dal quale si attende un gettito di circa 5 miliardi nel 2027. Le entrate dovrebbero poi scendere a circa 3 miliardi nel 2028 e a oltre 2 miliardi nel 2029, per un totale vicino ai 10 miliardi nel triennio. Un’altra fonte di copertura sarà la revisione della spesa pubblica: la spending review dovrebbe garantire circa 1,2 miliardi nel 2027, con ulteriori risparmi negli anni successivi. A queste risorse si aggiungeranno circa 720 milioni provenienti dalle misure relative al settore dei giochi.

Un ruolo importante è affidato anche alla clausola nazionale di salvaguardia, attraverso la quale l’Italia intende utilizzare i margini di flessibilità previsti dalle regole europee per finanziare interventi in materia di difesa e sicurezza energetica. Per il 2027 e il 2028 è indicato un limite massimo dello 0,6% del Pil all’anno, pari a circa 14 miliardi nel 2027, da ripartire tra i due ambiti. Tale cifra rappresenta però un massimale e non una somma aggiuntiva automaticamente disponibile rispetto agli importi già indicati nella manovra. Tra gli interventi ipotizzati figurano il potenziamento della rete ferroviaria e il rafforzamento delle infrastrutture pubbliche, con particolare attenzione a «scuole, ospedali, università, impianti sportivi e bacini idroelettrici». Per le imprese sono allo studio aiuti per contenere il costo dell’elettricità, incentivi agli impianti fotovoltaici, sostegni alla produzione di biometano e interventi per riconvertire gli impianti a biogas esistenti.

Trattative con Bruxelles e conti pubblici: crescita debole e debito ancora elevato

La definizione delle singole misure resta legata al confronto con le istituzioni europee. Come precisa il Mef, «La definizione puntuale degli interventi che confluiranno nel disegno di legge di bilancio» terrà conto degli esiti delle interlocuzioni con le «Autorità europee», chiamate a chiarire le modalità di applicazione della clausola di flessibilità.

Nel frattempo, le previsioni economiche delineano uno scenario di crescita contenuta. Il Pil è atteso in aumento dello 0,8% nel 2027 e dello 0,9% nel 2028, mentre l’incremento dei consumi privati dovrebbe rallentare dall’1,2% previsto nel 2026 allo 0,5% dell’anno successivo. L’inflazione è stimata in discesa dal 3% al 2,3%, mentre la pressione fiscale dovrebbe restare sostanzialmente stabile intorno al 43% del Pil. Sul mercato del lavoro, le stime indicano una progressiva riduzione della disoccupazione, fino al 5,5% nel 2029.

Per quanto riguarda i conti pubblici, il deficit dovrebbe passare dal 2,9% del Pil nel 2026 al 3,4% nel 2027, per poi scendere al 3,2% nel 2028 e al 2,3% nel 2029. Secondo il ministero, senza gli effetti della clausola di salvaguardia il disavanzo rimarrebbe invece sotto la soglia del 3% per tutto il periodo considerato. Il debito pubblico è destinato a salire dal 138,1% del Pil nel 2026 al 138,5% nel 2027, prima di diminuire al 137,9% nel 2028 e al 136,6% nel 2029. A incidere sui conti sarà ancora «l’impatto di cassa dei crediti d’imposta connessi ai bonus edilizi» maturati negli anni precedenti.

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