La prossima Legge di Bilancio resta legata al confronto con l’Europa sulla flessibilità fiscale e sulle risorse da destinare alle famiglie e alle imprese. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha rilanciato la possibilità di utilizzare la Nec per sostenere i nuclei familiari colpiti dai rincari energetici e ha annunciato il rafforzamento dell’iperammortamento. Sul contributo richiesto a banche e società energetiche, invece, ha dichiarato: “Tutti quelli che avranno la possibilità di contribuire in questo momento, contribuiranno”.
A pesare sulla definizione della manovra sono anche i tempi del negoziato europeo, che potrebbero influire sulla presentazione del provvedimento in Parlamento.
Manovra, Giorgetti apre alla Nec per aiutare le famiglie: cosa può cambiare
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti è intervenuto sulla flessibilità europea e sulle misure da inserire nella prossima Legge di Bilancio, con particolare attenzione al sostegno alle famiglie colpite dai rincari energetici.
Nel corso di un’audizione parlamentare sul Dpfp, ha ribadito la necessità di individuare margini di intervento attraverso la Nec, auspicando che possa essere utilizzata anche per rispondere alle difficoltà economiche dei nuclei familiari. “Vorremmo che ci fosse la possibilità di utilizzare la Nec anche per andare incontro alle esigenze delle famiglie che hanno avuto questo tipo di shock”, ha dichiarato.
Il ministro ha inoltre criticato l’eventualità di un rifiuto da parte dell’Europa: “Se in Europa dicono no, non c’è problema, le famiglie sopportino, ecco secondo me è una scelta sbagliata”.
Giorgetti ha sottolineato che la programmazione economica è resa più complessa da uno scenario internazionale in continuo peggioramento, invitando a considerare il lavoro svolto dal governo negli ultimi quattro anni per consolidare la propria credibilità. “La sostenibilità della finanza pubblica non è un obiettivo fine a se stesso”, ha spiegato, definendola una condizione necessaria per consentire allo Stato di intervenire nel tempo e rispettare le proprie priorità. Il ministro ha anche rivendicato l’impegno per ottenere un’interpretazione della Nec che tenga conto delle esigenze concrete dei cittadini: “Io vivo in mezzo alla gente normale e cerco di portare nelle sedi internazionali i ragionamenti che arrivano dall’esperienza concreta”. La questione resta aperta e, secondo Giorgetti, nelle prossime settimane potrebbero emergere sviluppi capaci di modificare il quadro delle decisioni.
Manovra, la partita sulla Nec rallenta i tempi: Giorgetti non esclude un rinvio
Nel corso dell’audizione, il titolare del dicastero dell’Economia ha affrontato anche il tema delle risorse necessarie per finanziare la prossima manovra, rispondendo a una domanda sull’eventuale contributo richiesto a banche e società energetiche. “Tutti quelli che avranno la possibilità di contribuire in questo momento, contribuiranno”, ha affermato, senza fornire ulteriori dettagli sui soggetti coinvolti e sulle modalità dell’intervento. Sul fronte degli investimenti, ha inoltre annunciato che l’iperammortamento sarà “sicuramente non solo prorogato ma ulteriormente rafforzato”. Il ministro lo considera uno strumento centrale per incentivare gli investimenti delle imprese, soprattutto dopo la conclusione delle misure legate a Transizione 4.0 e 5.0. Quanto ai conti pubblici, ha respinto l’idea di aver compiuto miracoli, dichiarando: “Ho detto che ha tenuto la barca in galleggiamento e lo ribadisco”.
Resta da definire anche il calendario per la presentazione della Legge di Bilancio in Parlamento. Giorgetti ha spiegato che l’obiettivo è arrivare entro il 20 ottobre, ma non ha escluso uno slittamento: “Potrebbe andare oltre” la data prevista. A condizionare i tempi è soprattutto il confronto con la Commissione europea sulla Nec, dal quale dipenderanno gli spazi di flessibilità disponibili e, di conseguenza, le misure da inserire nella manovra. “Io vorrei presentare una legge di bilancio che abbia dei contorni definiti, se non so dove muovermi è un po’ più complicato”, ha precisato, ricordando anche il Consiglio europeo previsto nel corso della settimana. Il ministro ha infine commentato le prospettive di crescita, definendo “un mezzo miracolo” il risultato dell’1% in un contesto in cui l’Europa fatica a crescere e la situazione internazionale rimane incerta.
“Noi facciamo il nostro meglio, data per data, in base a come evolve anche questa vicenda”, ha concluso, spiegando che il governo dispone di diverse proposte e che la loro concreta attuazione dipenderà dalla flessibilità riconosciuta a livello europeo, soprattutto per quanto riguarda l’energia.
