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Grazia al gioielliere Mario Roggero, Mattarella riceve Nordio: cosa si sono detti

Grazia al gioielliere Mario Roggero, Mattarella riceve Nordio: cosa si sono detti

Mario Roggero e la grazia, Mattarella richiama Nordio: il confronto sul ruolo del Quirinale e sulla corretta applicazione della Costituzione.

Il caso della possibile concessione della grazia a Mario Roggero ha aperto un confronto istituzionale tra il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sui limiti delle rispettive competenze. Al centro della vicenda vi è il ruolo del Capo dello Stato, a cui la Costituzione attribuisce la decisione finale in materia di grazia, come ribadito dalla Corte Costituzionale.

Mario Roggero e il confronto tra Mattarella e Nordio sulla grazia: il richiamo ai poteri costituzionali

Nel confronto con il ministro Nordio, il Presidente Mattarella avrebbe richiamato il principio secondo cui l’iniziativa sulla grazia appartiene al Presidente della Repubblica, anche indipendentemente dalla presentazione di una specifica domanda da parte dell’interessato.

La sentenza n. 200 del 2006, citata nella comunicazione del Quirinale, riconosce infatti “espressamente la possibilità che la grazia sia concessa anche in assenza di domanda”, precisando però che “in ogni caso l’iniziativa potrà essere assunta direttamente al PdR, al quale da tempo si è riconosciuto tale potere”.

Secondo quanto riportato dall’Ansa, durante il colloquio Mattarella avrebbe inoltre ricordato al ministro le parole dell’ex Presidente della Repubblica Luigi Einaudi, secondo cui “è dovere del Presidente della Repubblica di evitare si pongano precedenti, grazie ai quali accada o sembri accadere che egli non trasmetta al suo successore immuni da qualsiasi incrinatura le facoltà che la Costituzione gli attribuisce”.

Un richiamo volto a tutelare la continuità e l’autonomia della funzione presidenziale, evitando che possano crearsi interpretazioni capaci di modificare nel tempo l’assetto delle competenze previste dalla Carta costituzionale.

Grazia al gioielliere Mario Roggero, Mattarella richiama Nordio: “Puntualizzati i limiti”

Come riportato dall’Ansa, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha incontrato al Quirinale il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, per chiarire il quadro delle competenze istituzionali riguardanti la concessione della grazia. Il colloquio è avvenuto dopo l’avvio, da parte del ministro, dell’istruttoria relativa alla possibile concessione del provvedimento di clemenza nei confronti di Mario Roggero, il gioielliere 72enne di Gallo di Grinzane, condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di carcere per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo durante la rapina avvenuta nel suo negozio di Grinzane Cavour il 28 aprile 2021.

L’incontro, come precisato in una nota del Quirinale, non sarebbe stato determinato da una valutazione sul possibile esito della richiesta di grazia, ma dalla necessità di ribadire i confini costituzionali dei poteri coinvolti. La concessione della grazia, infatti, rappresenta una prerogativa attribuita esclusivamente al Capo dello Stato, secondo quanto stabilito dalla Costituzione e successivamente confermato dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 200 del 2006.

Le fonti del Quirinale hanno sottolineato che la questione non riguarda il merito del caso Roggero, anche perché al momento dell’incontro non sono ancora state rese pubbliche le motivazioni della sentenza della Cassazione. Il tema centrale, quindi, sarebbe stato esclusivamente di natura istituzionale e legato al corretto equilibrio tra i poteri dello Stato.

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