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Mario Roggero condannato a 14 anni di carcere: perché il gioielliere non si è ancora costituito

Mario Roggero condannato a 14 anni di carcere: perché il gioielliere non si è ancora costituito

Mario Roggero rinvia l’ingresso in carcere mentre cresce il dibattito politico sulla legittima difesa e sulla richiesta di grazia.

La vicenda di Mario Roggero torna al centro del dibattito dopo la condanna definitiva per l’omicidio di due rapinatori e la sua scelta di rinviare momentaneamente la costituzione in carcere. Il caso ha riacceso lo scontro politico e pubblico sul tema della legittima difesa, tra richieste di grazia e conferme della decisione della magistratura.

Mario Roggero: la condanna, la mobilitazione politica e il dibattito sulla legittima difesa

La sentenza definitiva della Cassazione ha confermato la pena, a 14 anni e 9 mesi di reclusione, richiesta dalla Procura generale per Roggero, ritenuto responsabile di aver ucciso due rapinatori durante la rapina avvenuta nella sua gioielleria e di aver ferito un terzo complice.

Per i giudici, infatti, non si sarebbe trattato di legittima difesa: secondo la ricostruzione della Corte, gli spari sarebbero stati esplosi quando il pericolo era ormai terminato. Proprio questo aspetto ha alimentato un acceso confronto tra politica e opinione pubblica.

Dopo la diffusione del video del gioielliere, si è rapidamente attivata una parte del centrodestra, con una raccolta firme promossa dai capigruppo dei partiti di maggioranza a sostegno di Roggero.

L’iniziativa è arrivata dopo l’appello rivolto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dal vicepremier Matteo Salvini, che sui social ha scritto: “Abbiamo combattuto insieme per una nuova legge sulla legittima difesa, che ha evitato sofferenza e carcere a tanti cittadini perbene, ma evidentemente non basta e bisogna allargare ancora di più il sacrosanto diritto alla legittima difesa di chi viene aggredito”. Il ministro dei Trasporti ha inoltre dichiarato di voler fare “tutto il possibile” per intervenire sulla vicenda, definendo la condanna ingiusta e chiedendo la grazia per il 72enne. Anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha avviato l’istruttoria necessaria per valutare l’eventuale concessione del provvedimento.

Sulla stessa linea si è espresso anche il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha annunciato il proprio sostegno alla richiesta di grazia: “Aderisco alla proposta dei gruppi parlamentari di Forza Italia, degli altri partiti di centrodestra e del presidente della Regione Piemonte Cirio di chiedere la grazia per Mario Roggero”. Tajani ha aggiunto che, pur riconoscendo che “un uomo che ha sbagliato”, ritiene che il gioielliere abbia vissuto una situazione caratterizzata da numerose aggressioni e che possa meritare “il perdono da parte della società”, lasciando comunque al Presidente della Repubblica la decisione finale.

Il leader di Forza Italia ha infine escluso, almeno per il momento, la necessità di nuove modifiche legislative sulla legittima difesa, sostenendo che il nodo principale riguarderebbe l’interpretazione delle norme da parte dei magistrati. Secondo Tajani, infatti, “già c’è una legge che garantisce quelli che vengono aggrediti in casa”, mentre nella vicenda Roggero ci sarebbe stata, a suo giudizio, “un’interpretazione molto severa e rigida”. La vicenda continua così a dividere il Paese tra chi considera la condanna una corretta applicazione della legge e chi invece invoca maggiore tutela per chi reagisce durante un’aggressione.

Mario Roggero, perché non si è ancora costituito dopo la condanna della Cassazione

Mario Roggero, il gioielliere di Gallo di Grinzane Cavour condannato in via definitiva dalla Corte di Cassazione a 14 anni e 9 mesi di reclusione per la morte di due rapinatori e il ferimento di un terzo uomo durante l’assalto al suo negozio nel 2021, ha deciso di non presentarsi immediatamente in carcere. La decisione arriva dopo il video pubblicato sui social nel quale aveva annunciato di stare vivendo gli ultimi momenti con la propria famiglia prima dell’ingresso in cella.

Il 72enne avrebbe quindi modificato il piano iniziale, scegliendo di attendere la formalizzazione della richiesta di carcerazione. A confermarlo è stato il fratello Dante, che ha spiegato: “Mio fratello si costituirà appena sarà ufficiale la richiesta di carcerazione ed è estremamente riconoscente per chi si sta mobilitando per lui”. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, Roggero avrebbe valutato la possibilità di soggiornare in un albergo vicino agli istituti penitenziari di Bollate o Fossano, una soluzione concordata con i familiari. Nella struttura individuata potrebbero essere presenti anche la moglie e le figlie, con l’obiettivo di affrontare il passaggio in carcere lontano da un’eccessiva esposizione mediatica.

Il legale del gioielliere avrebbe infatti spiegato che la scelta sarebbe legata soprattutto alla volontà di evitare un momento di forte pressione pubblica e giornalistica. Nel frattempo, Dante Roggero ha descritto il fratello come una persona provata dalla situazione ma ancora determinata: “Mio fratello è provato, ma sempre resiliente”. La costituzione, secondo la famiglia, dovrebbe comunque avvenire nei prossimi giorni.

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