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Uccise due rapinatori durante la fuga: la Cassazione conferma la condanna per Mario Roggero

Uccise due rapinatori durante la fuga: la Cassazione conferma la condanna per Mario Roggero

È definitiva la condanna per Mario Roggero, il gioielliere che nel 2021 uccise due rapinatori mentre cercavano di allontanarsi dopo la rapina.

La Corte di Cassazione ha reso definitiva la condanna nei confronti di Mario Roggero, il gioielliere di Gallo di Grinzane Cavour coinvolto nella sparatoria seguita a una rapina nel 2021. I giudici hanno confermato la pena, escludendo in via definitiva la legittima difesa.

Uccise due rapinatori dopo l’assalto al negozio, la Cassazione conferma la condanna per il gioielliere Roggero

È diventata definitiva la condanna a 14 anni e 9 mesi di reclusione nei confronti di Mario Roggero, il gioielliere di Gallo di Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo, coinvolto nella vicenda della rapina avvenuta il 28 aprile 2021 nel suo esercizio commerciale. La decisione è stata presa dalla prima sezione penale della Corte di Cassazione, che ha confermato la sentenza pronunciata in appello al termine di una camera di consiglio durata oltre cinque ore, accogliendo la richiesta della Procura generale.

I fatti risalgono all’assalto compiuto da tre rapinatori, armati di una pistola giocattolo e di un coltello. Dopo essere usciti dalla gioielleria, i malviventi tentarono la fuga, ma Roggero li inseguì all’esterno e sparò diversi colpi con un’arma regolarmente detenuta contro la loro auto. Nell’azione morirono Giuseppe Mazzarino e Andrea Spinelli, mentre il terzo componente del gruppo, Alessandro Modica, rimase ferito e fu l’unico sopravvissuto.

La Procura contestò al gioielliere i reati di omicidio volontario plurimo e tentato omicidio, sostenendo che l’aggressione fosse ormai terminata nel momento in cui vennero esplosi gli spari e che, di conseguenza, non sussistessero i presupposti della legittima difesa.

La Cassazione conferma la condanna per il gioielliere Roggero: le motivazioni dei giudici

Nel corso del procedimento giudiziario, la difesa ha sempre sostenuto che Roggero avesse agito in una condizione di forte turbamento emotivo e con l’intento di proteggere se stesso e la propria famiglia, chiedendo il riconoscimento della legittima difesa. L’accusa, al contrario, ha ribadito che la reazione fosse successiva alla conclusione della rapina, definendola una “illegittima vendetta“. Il primo grado di giudizio, conclusosi il 4 dicembre 2023 davanti alla Corte d’Assise di Asti, si era chiuso con una condanna a 17 anni di reclusione. In appello, il 3 dicembre 2025, la Corte d’Assise d’Appello di Torino ha confermato la responsabilità penale dell’imputato, riducendo però la pena a 14 anni e 9 mesi.

Nel corso dei vari gradi di giudizio si sarebbero alternati tre difensori: Stefano Campanello, sostituito dopo poche settimane da Dario Bolognesi, che seguì il processo di primo grado richiamando anche il precedente di Luciano Re Cecconi per sostenere la legittima difesa putativa, e infine l’avvocato e docente universitario Marcolini, che in appello ha nuovamente insistito sulla stessa linea difensiva. Tuttavia, sia la Corte d’Assise sia i giudici d’appello hanno escluso la configurabilità della legittima difesa. Nelle motivazioni depositate nel 2026 è stato evidenziato che, al momento degli spari, i rapinatori avevano già lasciato il negozio e stavano tentando di allontanarsi in auto; pertanto mancava il requisito dell’attualità del pericolo previsto dall’articolo 52 del Codice penale, elemento ritenuto indispensabile per l’applicazione della scriminante.

 

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