Il sabato 18 ottobre 2026, la centrale di via Torino a Milano è stata presa d’assalto da gruppi mascherati che hanno saccheggiato il supermercato e devastato le vetrine di diversi negozi nelle immediate vicinanze. L’episodio si è rapidamente esteso al centro storico, toccando la piazza Duomo e altre zone trafficate. Le forze dell’ordine hanno arrestato 160 persone, con una percentuale stimata intorno all’80 % di minorenni, mentre gli agenti hanno riportato un ferito grave, il dirigente di polizia Angelo De Simone.
Il danno materiale ha riguardato diversi esercizi, tra cui un negozio di calzature già derubato il giorno prima.
Violenza a Milano: i fatti di via Torino e della piazza Duomo
Le aggressioni sono cominciate alle 11:00, quando alcuni individui incappucciati hanno forzato l’ingresso del supermercato, attivando il decreto sicurezza appena approvato dal CdM.
In pochi minuti la confusione si è propagata per le vie limitrofe: i manifestanti hanno rotto le vetrine, rubato merci e danneggiato strutture pubbliche. Nel pomeriggio, le forze dell’ordine hanno dovuto intervenire con unità antisommossa, registrando più di 200 teppisti nei loro rapporti. Parallelamente, a Bologna e Torino sono stati segnalati episodi analoghi, dimostrando la capacità di contagio dei disordini.
Le reazioni delle istituzioni e dei leader politici
Il premier Giorgia Meloni ha pubblicato un video in cui ha dichiarato: «non c’è idea politica, non c’è disagio sociale, non c’è opposizione al governo che possa giustificare la devastazione di un negozio per portare via la merce». Ha inoltre sottolineato che “dietro quella vetrina c’è una famiglia che ha investito i sacrifici di una vita” e ha chiesto una risposta “ferma” da parte dello Stato. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha definito “radical chic” il sindaco di Milano, Beppe Sala accusandolo di non riuscire a condannare i violenti, e ha convocato una riunione con i capi della Polizia per valutare le misure di contenimento.
Il sindaco Sala, in un’intervista a Rtl 102.5, ha lamentato una “sottovalutazione del momento” e l’insufficienza delle risorse destinate alla gestione dell’ordine pubblico. Matteo Salvini ha proposto, durante le ore della crisi, una garanzia finanziaria a carico degli organizzatori per coprire eventuali danni. Il senatore Ivan Scalfarotto ha scritto su X che il “fallimento di prevenzione” spetti a Meloni e Piantedosi da spiegare in Senato.
Il deputato di AzioneDaniela Ruffino ha distinto la violenza criminale dalle legittime proteste studentesche, affermando che le difficoltà economiche – affitti alti, libri di testo costosi, inflazione – alimentano un malessere che il governo ignora. Mara Carfagna segretaria di Noi Moderati ha ribadito la solidarietà alle forze dell’ordine e ha chiesto una risposta unitaria, mentre Roberto Calderoli della Lega ha sostenuto che i responsabili devono essere puniti “senza se e senza ma”, indipendentemente dall’età.
Impatto sui commercianti e sulla percezione della protesta
Le associazioni di categoria hanno espresso preoccupazione. Stefano Ruvolo presidente di Confimprenditori ha riconosciuto il disagio sociale ma ha condannato fermamente ogni forma di violenza, sottolineando che il danno ricade su chi già fatica a tenere aperte le attività in un contesto di caro energia e consumi deboli. Confesercenti ha pubblicato una nota in cui si denuncia l’“aggressione contro i piccoli imprenditori”, chiedendo misure concrete per garantire la sicurezza dei negozi e dei dipendenti.
Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana ha commentato sui social definendo i responsabili “sciacalli, ladri, violenti” e ha chiesto tutti gli strumenti necessari per contrastare queste azioni. Nel frattempo, il segretario nazionale di Forza ItaliaAntonio Tajani ha promosso un vertice straordinario per rafforzare le “Strade Sicure” e suggerito l’invio immediato di ulteriori unità delle forze armate.
Il dibattito si è inoltre spostato sul ruolo dei minorenni: il Viminale ha dichiarato di aver tratto in mano più di 200 teppisti, la maggior parte dei quali adolescenti, con l’obiettivo di “estrarli quando l’erba è ancora corta”. La questione resta aperta, mentre il governo prepara ulteriori provvedimenti per impedire la ripetizione di simili episodi, come ha suggerito la premier in un post Instagram, dove ha annunciato una riunione a Palazzo Chigi per valutare nuovi strumenti di ordine pubblico.
