Il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo decreto sicurezza e contrasto alla criminalità minorile, introducendo misure più severe contro le violenze durante le manifestazioni, i danneggiamenti di gruppo e l’organizzazione di azioni violente. Il provvedimento arriva dopo gli scontri che hanno interessato Milano e altre città italiane negli ultimi giorni. A illustrare le principali novità sono stati la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e quello della Giustizia Carlo Nordio.
“Sono scene inaccettabili che nessuno può pensare di minimizzare o di giustificare“, ha dichiarato Meloni in un video diffuso al termine della riunione, riferendosi alle immagini di negozi saccheggiati, vetrine distrutte e forze dell’ordine aggredite.
Decreto sicurezza, nuovo reato per le violenze durante le manifestazioni: fino a cinque anni di carcere
Tra le principali novità annunciate dalla premier c’è l’introduzione del reato di partecipazione violenta a una manifestazione pubblica.
Secondo quanto illustrato da Meloni, chi si unisce a un gruppo di almeno cinque persone durante un corteo e partecipa ad azioni violente, mettendo a rischio la sicurezza pubblica, potrà rischiare fino a cinque anni di carcere e una multa fino a 20mila euro. Le pene potranno aumentare in presenza di aggravanti, come il volto coperto o il ferimento di altre persone.
Il decreto prevede inoltre un inasprimento delle sanzioni per devastazione e saccheggio commessi in gruppo e per gli attentati agli impianti di pubblica utilità durante le manifestazioni. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha annunciato anche una specifica fattispecie di reato, punita con la reclusione da quattro a dodici anni, per chi promuove la formazione di gruppi destinati a compiere violenze durante le proteste, anche attraverso strumenti informatici o telematici.
Decreto sicurezza, fermo preventivo anche per i minorenni e risarcimenti a carico delle famiglie
Un altro capitolo centrale riguarda i minorenni. Meloni ha annunciato che il fermo preventivo, finora previsto per gli adulti, potrà essere applicato anche ai ragazzi, mentre il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha spiegato che la misura sarà estesa anche a chi turba la sicurezza in luoghi caratterizzati da un consistente afflusso di persone.
Il provvedimento punta inoltre a rafforzare il principio secondo cui chi provoca danni deve risarcirli. “Chi rompe paga e se chi rompe è un minorenne pagano i suoi genitori“, ha affermato la premier. Per i danni a beni pubblici, come semafori, pensiline o mezzi delle forze dell’ordine, è previsto l’invio di un’ingiunzione di pagamento da parte del prefetto. In caso di danni a proprietà private, il proprietario potrà rivolgersi al giudice per ottenere un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo, secondo quanto illustrato da Meloni.
Sul fronte della sicurezza, la presidente del Consiglio ha infine annunciato l’arrivo a Milano di 500 militari in più, che resteranno in città fino alla fine dell’anno, e il potenziamento delle risorse destinate alla giustizia minorile, con più magistrati e posti negli istituti. L’obiettivo dichiarato dal governo è rafforzare la prevenzione e garantire una risposta più incisiva alle violenze e ai danneggiamenti.
