Dopo gli scontri e le devastazioni che hanno segnato Milano nel fine settimana, il governo valuta nuove misure per rafforzare la sicurezza e contrastare le violenze durante le manifestazioni. Dal possibile invio di 500 militari nel capoluogo lombardo a un decreto con norme più severe, anche per i minorenni coinvolti nei disordini, la premier Giorgia Meloni punta a una risposta rapida.
Sul tavolo anche il fermo preventivo, l’arresto e il potenziamento dei controlli nelle piazze.
Scontri a Milano, CdM straordinario: il governo invia l’esercito, 500 militari in città
Il governo prepara una risposta ai gravi disordini che hanno interessato Milano durante il fine settimana, con l’ipotesi di inviare altri 500 militari nel capoluogo lombardo.
La decisione, secondo quanto riferito da fonti qualificate di governo, è emersa durante il vertice sull’ordine pubblico convocato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni a Palazzo Chigi. I soldati andrebbero ad affiancare il personale già impegnato nell’operazione Strade Sicure. Per formalizzare il provvedimento è stato indicato un passaggio in Consiglio dei ministri, mentre l’esecutivo valuta anche l’adozione di un decreto legge con nuove disposizioni contro chi trasforma le manifestazioni in occasioni di violenza.
Al termine della riunione, durata circa un’ora e mezza, la linea della premier è stata riassunta con una promessa: «Lo Stato darà una risposta ferma».
Al confronto hanno preso parte i vicepremier Matteo Salvini, collegato da remoto, e Antonio Tajani, i ministri Matteo Piantedosi, Guido Crosetto e Francesco Lollobrigida, i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, oltre ai vertici delle forze dell’ordine e dell’intelligence. Tra i temi affrontati figurano la gestione delle piazze, le informazioni raccolte dagli apparati di sicurezza e le strategie per prevenire nuovi episodi. L’obiettivo dichiarato è intervenire contro i responsabili delle violenze senza mettere in discussione il diritto di partecipare alle manifestazioni pacifiche.
Fermo preventivo, arresto dei minorenni e ddl sicurezza: le ipotesi sul tavolo
Tra le possibilità esaminate dalla maggioranza c’è una stretta sulle responsabilità dei minorenni coinvolti negli scontri, anche attraverso un intervento ispirato al decreto Caivano del 2023. Le proposte sono ancora in fase di approfondimento e non risulta definito un testo definitivo del nuovo decreto. Un eventuale provvedimento potrebbe recuperare alcune misure contenute nel disegno di legge sulla sicurezza, approvato dal governo a luglio e attualmente all’esame del Senato. Salvini spinge per accelerarne l’iter e per estendere ai minori il fermo preventivo, già introdotto dopo gli scontri legati al caso Askatasuna a Torino. Il testo contempla inoltre un’aggravante per i danneggiamenti commessi da cinque o più persone, con pene che possono arrivare a cinque anni di reclusione e multe fino a 15mila euro, oltre all’arresto differito nei casi previsti e alla procedibilità d’ufficio per determinate lesioni ai danni degli agenti. Il leader leghista ha rilanciato anche la cosiddetta «norma anti-maranza», chiedendo maggiori strumenti operativi per le forze dell’ordine e proponendo di valutare una cauzione per gli organizzatori delle manifestazioni.
Fratelli d’Italia, invece, sollecita il sostegno a una proposta di legge che punta a estendere il reato di associazione a delinquere a gruppi organizzati per provocare violenze durante i cortei. Forza Italia insiste sul potenziamento di Strade Sicure, sull’assunzione di nuovo personale e su strumenti normativi che consentano di intervenire nei casi più gravi che coinvolgono minori.
Sul fronte opposto, le opposizioni contestano l’ipotesi di ulteriori restrizioni e richiamano l’attenzione sull’efficacia delle norme già approvate e sulla tutela delle garanzie costituzionali. Resta inoltre da chiarire se il governo sceglierà la strada di un decreto d’urgenza oppure proseguirà con l’iter parlamentare ordinario.
Intanto, a Milano, le conseguenze degli scontri continuano a pesare sulle attività commerciali: alcuni negozi e supermercati del centro hanno anticipato la chiusura per timore di nuovi disordini. Nel fine settimana, secondo i dati riportati, 271 persone sono state accompagnate in questura, molte delle quali minorenni; 32 sono state arrestate, tra cui 23 minori. Si registrano inoltre 14 agenti feriti e danni stimati da Confcommercio in oltre un milione di euro per le attività commerciali milanesi. Le autorità mantengono alta l’attenzione anche in vista di nuove mobilitazioni annunciate sui social, mentre il dibattito politico si concentra sulle misure da adottare per prevenire ulteriori episodi di violenza.
