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Guerriglia a Milano, la città ha paura di nuovi raid: il governo corre ai ripari con il nuovo decreto sicurezza

Guerriglia a Milano, la città ha paura di nuovi raid: il governo corre ai ripari con il nuovo decreto sicurezza

Il governo accelera sulle nuove misure per la sicurezza dopo le violenze e i saccheggi avvenuti in varie città italiane, prima fra tutte Milano.

Il governo accelera sulle nuove misure per la sicurezza dopo le violenze e i saccheggi che hanno segnato il fine settimana in diverse città italiane, con Milano al centro dell’attenzione. L’obiettivo dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni è dare una risposta rapida, rassicurare cittadini e commercianti e prevenire nuovi episodi in vista delle prossime mobilitazioni. Per il pomeriggio di martedì 20 ottobre è atteso un decreto legge che potrebbe anticipare alcune disposizioni già contenute nel disegno di legge sulla sicurezza all’esame del Senato.

Tra le ipotesi figurano l’estensione del fermo preventivo ai minorenni, l’arresto differito per chi partecipa a devastazioni e danneggiamenti di gruppo e il potenziamento dell’operazione Strade Sicure. I contenuti sono ancora in fase di definizione e dovranno essere verificati sul testo definitivo.

Guerriglia a Milano: perché il governo vuole intervenire subito

La rapidità della risposta è legata sia agli episodi del weekend sia al calendario delle prossime settimane.

Dopo le tensioni di sabato e i saccheggi avvenuti domenica a Milano, l’esecutivo punta a introdurre nuovi strumenti prima delle successive manifestazioni annunciate nella capitale e degli scioperi previsti per la fine di ottobre e novembre.

Il governo aveva già discusso alcune di queste misure nei mesi precedenti, ma i disordini hanno accelerato il confronto. Sul tavolo c’è anche il rafforzamento di Strade Sicure: secondo le anticipazioni, a Milano potrebbero arrivare 500 militari aggiuntivi, con un impiego previsto per tre mesi.

Si valuta inoltre se attribuire loro specifiche facoltà operative a supporto delle forze di polizia.

Il decreto dovrebbe intervenire anche sulla prevenzione delle violenze di gruppo e sui danneggiamenti commessi durante le manifestazioni. Le misure, tuttavia, dovranno essere definite nel rispetto delle garanzie previste dall’ordinamento e delle competenze delle diverse autorità.

Salvini: “Ci saranno risposte immediate”

A illustrare alcune delle proposte è stato il vicepremier Matteo Salvini, che ha ribadito la necessità di accelerare gli interventi. Tra le priorità indicate dalla Lega c’è l’estensione del fermo preventivo ai minorenni considerati a rischio di coinvolgimento in episodi violenti.

“Ci saranno risposte immediate“, ha dichiarato Salvini, spiegando che non si tratterebbe di provvedimenti pensati esclusivamente per i fatti di sabato e domenica, ma di misure sulle quali il governo lavorava già da tempo. Il leader leghista ha citato anche l’arresto differito, che consentirebbe di intervenire sulla base di elementi documentali, come le immagini delle telecamere, nei casi previsti dalla legge.

Salvini ha inoltre rilanciato la proposta di negare la possibilità di richiedere la cittadinanza a chi sia stato condannato per reati gravi come spaccio, devastazione o rapina. Anche su questo punto occorrerà distinguere le proposte politiche dalle disposizioni che entreranno effettivamente nel provvedimento.

Il vicepremier ha infine chiamato in causa le responsabilità delle famiglie, sostenendo che i genitori debbano rispondere anche sul piano economico dei danni provocati dai figli nei casi previsti dalla legge. Il testo definitivo del decreto e il suo eventuale iter parlamentare chiariranno quali misure saranno effettivamente adottate e con quali modalità.

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