Il caro carburanti colpisce duramente ogni area del paese e ogni persona, anche se a soffrire maggiormente sono gli autotrasportatori che dovendo portare cibo e materiale via camion si sono visti aumentare vertiginosamente il costo del gasolio, per molti l’aumento è raddoppiato e non riescono naturalmente a far quadrare i conti. Da qui l’idea di protestare bloccando le principali arterie autostradali.
Lo stop dei tir in Sicilia, nel mirino anche il caro-traghetti
La decisione di fermare i Tir in Sicilia non è legata solamente al caro carburanti ma a tutto il processo che comporta mettere in strada un mezzo pesante proveniente da quel territorio, naturalmente vi è il passaggio dall’isola alla terra ferma che avviene tramite il traghetto.
Ebbene i costi dei biglietti sono aumentati drasticamente e vi sono anche stati rincari rispetto all’imbarco dei mezzi sui traghetti stessi, in sostanza l’autotrasportatore paga di più e il suo mezzo costa maggiormente per essere imbarcato.
Non solo questo punto sul tavolo di intesa con il governo ma è stato tra i principali perché i costi in generale stanno diventando davvero insostenibili.
Stop dei tir in Sicilia, il governo trova un punto di incontro
La protesta sembra intanto aver scosso il governo, in particolare il ministro dei trasporti Matteo Salvini che ha parlato di quanti soldi sono stati stanziati e soprattutto quanti di questi saranno affidati agli autotrasportatori.
Il ministro ha parlato, come riporta Fanpage, di un miliardo di euro ed in particolare da adesso si sono stanziati 480 milioni, dai 430 precedentemente previste per accogliere le domande pervenute sino ad agosto 2026, il resto sarà erogato nei mesi successivi, con il credito imposta posticipato al 2027.
La speranza è che queste promesse non restino vane ma al contrario diventino operazioni concrete per loro ed è per questo motivo che il CTS (comitato trasportatori siciliani) è deciso a sottoscrivere un protocollo di intesa formale con il Ministero dei Trasporti.
