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Scenario di protesta dei camionisti siciliani finito a ottobre

Scenario di protesta dei camionisti siciliani finito a ottobre

Le imprese di autotrasporto in Sicilia sospendono l’attività per otto giorni, denunciando l’impennata dei costi del diesel e le nuove tasse marittime.

Dal 16 ottobre alle 00.01 fino a mezzanotte del 22 ottobre tutti i veicoli di peso appartenenti alle aziende di autotrasporto della Sicilia resteranno fermi. La decisione è stata presa dalla Sezione Trasporti di Confindustria Catania che ha comunicato il blocco come misura di pressante necessità davanti a una situazione economica ritenuta insostenibile.

Un accordo unanime dopo mesi di dialogo infruttuoso

Il provvedimento è stato “assunta all’unanimità al termine di mesi di confronto istituzionale che non hanno prodotto le risposte attese”. Le trattative con le autorità regionali e nazionali non hanno prodotto soluzioni tangibili, spingendo le imprese a ricorrere all’azione collettiva per far sentire la loro voce.

Incremento del prezzo del diesel: il dato che fa scattare la protesta

Secondo le rilevazioni del Mase, il prezzo medio mensile del gasolio per autotrazione è aumentato di circa 0,35 euro al litro rispetto a febbraio, superando i 2,16 euro a settembre. Per un singolo veicolo pesante che percorre 100.000 chilometri all’anno, l’onere aggiuntivo supera gli 8.000 euro in soli otto mesi.

Impatto diretto sul bilancio delle imprese siciliane

Il rincaro del carburante, sommato all’onere del trasporto marittimo, rende la gestione quotidiana dei camion estremamente gravosa. Le imprese isole, infatti, subiscono anche il ribaltamento delle tariffe marittime dovuto agli oneri del sistema Ets e agli adeguamenti carburante da parte degli armatori, creando una doppia penalizzazione: “lo stesso viaggio viene colpito due volte”.

Le conseguenze per il mercato della logistica locale

Il blocco programmatico avrà ripercussioni su tutta la filiera logistica dell’isola. I ritardi nella consegna di merci, le interruzioni dei servizi di distribuzione e l’aumento dei costi di trasporto dovuti al fermo dei mezzi potrebbero compromettere gli scambi commerciali sia interni che verso la penisola.

Le aziende hanno quindi chiesto un intervento urgente da parte delle istituzioni per rintracciare un equilibrio tariffario e per stabilire misure di sostegno al comparto, al fine di evitare ulteriori blocchi e garantire la continuità delle attività di trasporto.

Prospettive future e possibili scenari

Se le richieste non saranno accolte entro la scadenza fissata, le parti coinvolte avvertono la possibilità di estendere la sospensione o di organizzare nuove forme di manifestazione. La pressione esercitata dalla Confindustria Catania vuole spingere verso una revisione del meccanismo di calcolo dei prezzi del diesel e una rinegoziazione delle tariffe marittime, fattori che attualmente penalizzano in modo sproporzionato le imprese isolate dell’isola.

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