Il venerdì 30 ottobre l’Autodromo Hermanos Rodríguez è stato teatro di una giornata ricca di colpi di scena. La Ferrari di Charles leclerc ha confermato la velocità mostrata nella prima sessione, imponendosi al comando delle prove libere 2 con un tempo di 1’17”827. Il monegasco ha guadagnato un vantaggio di +0”103 sulla McLaren di Lando Norris e di +0”106 sulla Mercedes di George Russell, delineando così una dinamica di gara intrigante per il Gran Premio messicano.
Leclerc al comando: numeri e posizioni
Il tempo di Leclerc, registrato nella fascia centrale della sessione, è stato il risultato di un utilizzo ottimale della gomma soft e di una configurazione aerodinamica adeguata alle altitudini di Città del Messico. Dietro di lui si è piazzata la McLaren di Norris, che ha chiuso a 1’17”930, seguita di poco dalla Mercedes di Russell con 1’17”933.
Un quarto posto è andato al rookie Kimi Antonelli, ancora in gara per la Mercedes, con +0”217 rispetto al leader, dimostrando che il giovane pilota sta rapidamente trovando ritmo nella massima categoria.
Il resto del gruppo di testa
Nel segmento che ha occupato le posizioni dalla quinta alla settima, la Red Bull di Max Verstappen ha provato a lottare per recuperare terreno, chiudendo con 1’18”138.
Il compagno Isack Hadjar, anch’egli con la Red Bull, ha seguito a 1’18”237. La differenza di +0”311 rispetto al tempo più veloce ha comunque lasciato spazio a interventi strategici nelle qualifiche di sabato, dove le variazioni di grip saranno decisive.
Il problema di Hamilton: un ritorno in box improvviso
Intorno ai 22 minuti dalla fine della sessione, Lewis Hamilton ha dovuto concedere la sua Ferrari SF-26 al ritiro. Un avviso di perdita di potenza proveniente dal sistema di power unit ha costretto il campione a fermarsi tra le curve 3 e 4, dove è scattata la Virtual Safety Car. L’intervento è avvenuto a circa 30 minuti dalla conclusione delle libere, comportando la sua classificazione in undicesimo posto con un tempo di 1’18”512.
Al momento la squadra non ha ancora confermato le cause precise del malfunzionamento, ma ha indicato che i sensori hanno segnalato un’anomalia. Qualora il problema fosse legato a componenti non consentiti, la scuderia rischia una penalità di griglia per la gara di domenica, con un impatto notevole sulle ambizioni di titolo della Rossa.
Incidente tra Verstappen e Lawson e altre interruzioni
Un altro episodio degno di nota è avvenuto a quindici minuti dall’avvio delle FP2: la collisione tra Max Verstappen e il pilota della Racing Bulls Liam Lawson ha provocato la comparsa di detriti in pista, determinando una breve bandiera rossa. I due piloti si sono scambiati la responsabilità via radio, ma non hanno subito ripercussioni sulla loro classifica finale. Verstappen ha concluso in quinta posizione, a +0”311 dal leader, mentre Lawson ha chiuso al nono posto, dietro l’Alpine di Pierre Gasly.
Altre difficoltà hanno interessato i piloti più giovani. Gabriel Bortoleto, con l’Audi, ha dovuto attendere quasi tutta la durata della sessione a causa di un guasto tecnico, riuscendo a completare solo undici giri. Inoltre, il traffico sulla pista ha limitato le opportunità di utilizzo delle gomme morbide, creando una certa insoddisfazione tra i protagonisti dei team di punta.
Conclusioni preliminari prima delle qualifiche
La seconda sessione di prove libere ha messo in evidenza la forza della Ferrari di Leclerc, ma anche le vulnerabilità di Hamilton. La gestione della power unit e le potenziali penalità saranno temi centrali per la domenica. Nel frattempo, i team continueranno a lavorare sui set-up, analizzando i dati raccolti per ottimizzare le prestazioni su un tracciato che, a causa dell’altitudine, richiede soluzioni specifiche di aerodinamica e di gestione del motore.
