Una videochiamata di tre ore, riunendo i vertici del Partito Democratico, del Movimento 5°, di Avanti! e di Sinistra, ha segnato una svolta inaspettata per il centrosinistra. Elly Schlein, segretaria del PD, Giuseppe Conte, presidente di M5S, e i due portavoce di Avs, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, hanno concordato un calendario serrato che spinge il progetto politico verso la fine dell’anno e le primarie già entro febbraio.
Gli accordi chiave emersi dalla call
Il primo punto fissato è la redazione di un programma entro trenta giorni: ciascuna formazione dovrà nominare i propri delegati, molti dei quali capigruppo, per costruire un documento comune. Il secondo impegno riguarda le primarie, che si terranno al più tardi a febbraio, con la possibilità di anticipare a gennaio a seconda delle esigenze organizzative.
Infine, l’area centrista è stata definita: Italia Viva, Più Europa, il Progetto Civico di Alessandro Onorato e Più Uno di Ernesto Maria Ruffini e Franco Gabrielli saranno i portatori di quella fascia.
Rifondazione: tra opportunità e riserve
Un senatore proveniente dal PD ha consentito a Rifondazione di rientrare in Parlamento, soddisfacendo i requisiti formali per partecipare all’avventura.
Tuttavia, diverse forze alleate nutrono ancora dubbi sull’effettiva capacità di un rappresentante di Rifondazione di contribuire al tavolo programmatico, perciò è probabile che rimanga ai margini del processo decisionale.
Prossimi passi: da dicembre a primavera
Il calendario prevede una mobilitazione nazionale a dicembre, coincidente con il dibattito sulla manovra economica, per dare visibilità all’alternativa al governo attuale. L’obiettivo è incanalare il disagio di giovani e lavoratori, manifesti in piazza contro le misure di Meloni, in una campagna unitaria che evidenzi le disuguaglianze e la crescita quasi nulla registrata negli ultimi quattro anni. Dopo la fase di programmazione, i leader si riuniranno nuovamente per firmare l’accordo definitivo, chiudendo il ciclo entro la fine dell’anno.
Le trattative sul futuro dei centristi hanno suscitato discussioni interne. Riccardo Magi di Più Europa e Ernesto Ruffini di Più Uno stanno già organizzando incontri per definire una possibile federazione, ma Alessandro Onorato ha espresso la preferenza per una collaborazione più flessibile, ritenendo che “andare divisi possa arricchire il centrosinistra senza annullare le singole identità”. Nel frattempo, la presenza di leader come Conte e Schlein al tavolo ha ridotto la pressione su tematiche come l’alleanza con Italia Viva, un argomento che alcune fonti avevano definito ancora incerto.
Nel contesto più ampio, il PD sta gestendo tensioni interne legate alla politica estera, in particolare al sostegno a Kiev, che ha creato una frattura tra le correnti riformiste e quelle più tradizionali. Le divergenze tra le delegazioni di Montepulciano e Orvieto mostrano come la necessità di un fronte unico debba superare anche queste differenze strategiche, altrimenti il dialogo con M5S e Avanti rischierebbe di incrinarsi.
