Quando si parlerà di politica americana tra dieci o venti anni, le elezioni di midterm 2026 saranno inevitabilmente citate come il momento in cui la retorica si è trasformata in uno spettacolo di disinformazione e denaro. L’evento, svolto nell’autunno 2026, ha convogliato le tensioni emerse dopo la vittoria di Donald Trump nel 2024 e le ha amplificate fino a superare, secondo diversi osservatori, la follia dell’Occidente dalla fine della Seconda guerra mondiale.
Il quadro nazionale: dalla vittoria del 2024 alla crisi di legittimità
Il trionfo di Trump nel 2024 è stato in parte frutto di una popolazione stanca di un’establishment percepito come distante dalle esigenze quotidiane e in parte il risultato di una campagna sui social alimentata da enormi finanziamenti privati, tra cui i cento-milioni di dollari donati da Elon Musk a sostenere i candidati del GOP.
Dopo aver introdotto e revocato da capo a piedi una serie di dazi commerciali, il presidente ha avviato tagli al welfare e alle imposte dei più ricchi, alimentando una caduta vertiginosa della sua popolarità, che nel 2026 si attestava intorno al 33 %.
Un ulteriore colpo è stato l’interessante, ma fallimentare, tentativo di lanciare una guerra in Iran su spinta di leader regionali; il conflitto ha provocato un brusco aumento dei prezzi di benzina e diesel, mentre le bollette elettriche erano già gravate dalla guerra russo-Ucraina.
A questo punto, la base dei MAGAs iniziò a mostrare segni di frattura, e i Democratici, pur mantenendo una retorica più tradizionale, si trovarono ad affrontare una resistenza elettorale senza precedenti.
Studi di caso: Texas, Michigan, Ohio e Alaska
Texas – il duello tra James Talarico e Ken Paxton
Nel Lone Star, il giovane democratico James Talarico, laureato in teologia, è stato dipinto come un pericoloso estremista anti-cristiano, con accuse di voler imporsi operazioni chirurgiche sui minori per trasformarli in transessuali. Nel frattempo, l’attuale procuratore generale Ken Paxton, già messo sotto impeachment per presunti scambi di denaro, ha lanciato un’autentica campagna morale, nonostante le numerose fotografie lo mostrassero in situazioni compromettenti con altre donne. I finanziamenti provengono in gran parte da Elon Musk, che ha permesso a Paxton di spendere più di tre volte quanto Talarico, arrivando a centinaia di milioni di dollari.
Michigan – Abdul El Sayed sotto i colpi dei repubblicani
Nel Michigan, l’epidemiologo di origini egiziane Abdul El Sayed, candidato democratico, è stato etichettato come “jihadista” e “terrorista islamico”, con la falsa accusa di voler imporre la sharia. Il suo programma, basato su una sanità pubblica più solida e una minima tassa sui più ricchi, ha suscitato l’ira dei repubblicani, che hanno sfruttato la retorica anti-immigrazione per guadagnare terreno. Nonostante ciò, i sondaggi mostrano Sayed a due punti di vantaggio, un segnale che la frustrazione verso Trump sta influenzando la regione.
Ohio – la disputa tra Vivek Ramaswamy e Amy Acton
Il contendente repubblicano Vivek Ramaswamy ha investito 4 milioni di dollari in uno spot elettorale che dipingeva la madre della concorrente Amy Acton come una bugiarda. Curiosamente, la madre non aveva più rapporti con la figlia dal 1979, quando era scappata con il secondo marito per sfuggire a un processo per abusi sessuali. La campagna ha basato il suo messaggio su accuse personali, piuttosto che su proposte politiche, evidenziando il livello di degenerazione retorica raggiunto.
Alaska – Dan S. Sullivan e Mary Peltola
In Alaska, il senatore repubblicano Dan S. Sullivan ha tentato di escludere dalla competizione la democratica Mary Peltola, sostenendo che la sua candidatura fosse frutto di una “lista civetta”. Parallelamente, le autorità federali hanno perquisito la casa di Ilhan Omar, deputata democratica del Minnesota, sequestrando computer e telefoni, mentre Trump l’accusava di aver sposato il fratello per ottenere la cittadinanza americana – una falsità dimostrata. Inoltre, il presidente aveva promesso 5 000 dollari a ciascun cittadino americano in caso di vittoria repubblicana, una promessa irrealizzabile rispetto ai 1 350 miliardi di dollari di bilancio richiesti.
Le elezioni hanno così rappresentato uno dei momenti più bui della democrazia statunitense, dimostrando quanto la retorica incendiaria e il denaro possano sovvertire i processi elettorali tradizionali. Il risultato finale rimane un monito per le generazioni future, che dovranno confrontarsi con una realtà politica segnata da accuse infondate, promesse impossibili e una perdita di fiducia difficile da ricostruire.
