Domani, venerdì 30 ottobre, l’Unione Sindacale di Base (Usb) ha proclamato lo sciopero generale su scala nazionale. Più di cinquanta comuni, da Roma a Milano, passando per Torino e Bologna, ospiteranno cortei di lavoratori, pensionati, studenti, movimenti per la casa e realtà pro-Pal. La protesta è indirizzata contro il riarmo del Paese e l’aumento del costo della vita, temi che l’Usb riunisce sotto l’ombrello di un diritto alla pace e alla dignità economica.
Il programma delle mobilitazioni e i settori coinvolti
Il sindacato ha deciso di colpire simultaneamente tre grandi ambiti: scuola, sanità e trasporti. Nonostante il precetto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) che impone la continuità dei servizi, l’Usb ha confermato l’astensione, accettando le possibili sanzioni perché ritiene il provvedimento illegittimo.
A Roma, le stime delle autorità indicano una partecipazione di circa ventimila persone lungo il centro storico, con transiti speciali nei pressi del Colosseo e del Circo Massimo, dove saranno allestiti stand con blindati, droni e altri mezzi militari.
Il piano di sicurezza messo in atto dal Viminale
Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha tenuto una videoconferenza con prefetti, questori e i vertici delle forze di polizia dei capoluoghi di regione.
Durante l’incontro è stato illustrato un articolato dispositivo destinato a garantire il diritto di manifestare pacificamente, isolando chi tenta di provocare violenza. Sono stati analizzati in dettaglio gli scenari più critici di ogni città, con particolare attenzione ai punti sensibili come l’ingresso al Colosseo, ancora sotto sorveglianza dopo l’incursione del sabato scorso.
Misure specifiche per Roma
Nel capital al centro storico, le autorità hanno limitato gli accessi a Termini e al Colosseo, mentre il Circo Massimo ospiterà il “Villaggio della Difesa”, una mostra di equipaggiamenti militari che potrà diventare un bersaglio per eventuali contestatori. Gli agenti monitoreranno sia lo spazio fisico sia il panorama digitale, intercettando segnalazioni in tempo reale per prevenire azioni improvvise. La presenza di drone e mezzi blindati è stata confermata per rafforzare la sorveglianza aeree e terrestri.
Milano, Torino e Bologna: percorsi e precauzioni
A Milano, il corteo partirà da piazza Duca D’Aosta alle ore 10, concentrandosi su studenti e sindacati, mentre un altro gruppo si radunerà in piazza Leonardo da Vinci alle 9.30. Entrambi i gruppi seguiranno l’asse Corso Buenos Aires-Piazzale Loreto-Via Padova, con l’obiettivo di raggiungere la tangenziale, evitando così il centro storico. Torino adotterà un approccio più restrittivo: l’uso di caschi e passamontagna è vietato, e le forze dell’ordine hanno predisposto cordoni di sicurezza lungo Corso Principe Oddone, con idranti e lanci di lacrimogeni pronti in caso di scontri. A Bologna, le previsioni parlano di migliaia di manifestanti; la città ha rafforzato il presidio in via Marconi e via Riva Reno, dove sono stati impiegati idranti e lacrimogeni per contenere eventuali violenze.
Le dichiarazioni politiche e le richieste di chiarimento
Il vicepremier Matteo Salvini, durante il comunicato ministeriale, ha ribadito che il precetto è stato dato per «fare il proprio dovere» e ha chiesto che la manifestazione si svolga in maniera civile, “colorata, rumorosa, ma senza danni”. Al contempo, il ministro Piantedosi ha sottolineato che le forze dell’ordine sono pronte a gestire l’attivazione delle piazze, definendola «insidiosa ma gestibile». Dall’opposizione, i deputati Matteo Mauri e Debora Serracchiani hanno presentato interrogazioni al ministro dell’Interno per conoscere se le segnalazioni dei giorni 17-18 ottobre fossero state comunicate, e quale valutazione fosse stata fatta prima della decisione di non attuare le misure preventive suggerite dal direttore dell’Antiterrorismo, Lucio Pifferi.
La giornata di domani rappresenta un vero banco di prova per le autorità: deve bilanciare il diritto di protesta con la necessità di contenere eventuali disordini, tenendo conto di recenti saccheggi e di un clima di tensione diffusa. Gli occhi di tutta la nazione saranno puntati sui punti nevralgici di Roma, Milano, Torino e Bologna, dove la risposta delle forze dell’ordine e le reazioni politiche definiranno il tono degli eventi futuri.
