Chef Rubio pare sia stato condannato dal Tribunale di Roma per diffamazione nei confronti di David Parenzo, in relazione a un post pubblicato su X nell’ottobre 2023. La sentenza avrebbe stabilito una multa e un risarcimento provvisionale, escludendo alcune aggravanti contestate dalla Procura.
Chef Rubio condannato per diffamazione contro David Parenzo: multa da 1.200 euro
Come riportato dall’Adnkronos, il Tribunale di Roma pare abbia condannato Gabriele Rubini, conosciuto come Chef Rubio, a una multa di 1.200 euro per diffamazione nei confronti del giornalista e conduttore televisivo David Parenzo. La decima sezione del tribunale avrebbe stabilito anche il pagamento di una provvisionale di 5.000 euro a favore della parte civile, costituitasi nel procedimento.
La sentenza riguarderebbe un messaggio pubblicato su X il 12 ottobre 2023, pochi giorni dopo gli attacchi di Hamas del 7 ottobre in Israele. I giudici hanno riconosciuto la responsabilità per diffamazione, escludendo però le aggravanti relative all’attribuzione di un fatto determinato e alla finalità di discriminazione o odio razziale e religioso. La decisione si discosta dalla richiesta della Procura, che aveva sollecitato una condanna a 12 mesi di reclusione.
Il post di Chef Rubio su X e le accuse rivolte a Parenzo dopo il 7 ottobre
Al centro del processo ci sarebbe un intervento pubblicato da Rubini in risposta a un post di Parenzo sul conflitto israelo-palestinese. Nel messaggio, secondo quanto riportato nel capo d’imputazione, Chef Rubio “offendeva la reputazione di David Parenzo, nel rivolgersi al medesimo in risposta ad un suo post sul conflitto israelo-palestinese“. Tra le espressioni contestate, come riportato dall’Adnkronos, ci sarebbero le parole: «Il miracolato #PARENZO suprematista odiatore antimusulmano, antiarabo e antisemita (i palestinesi sono semiti, lui e i sionisti no), continua a diffondere menzogne per disumanizzare i palestinesi e giustificare il genocidio. Noi confermiamo che sostieni il terrorismo ebraico…». Al messaggio sarebbe stato allegato un articolo pubblicato online dal giornalista, nel quale si faceva riferimento a bambini decapitati durante il massacro nei kibbutz israeliani.
Parenzo, conduttore della trasmissione L’aria che tira su La7, avrebbe partecipato al procedimento come parte civile. Il tribunale avrebbe esaminato le dichiarazioni rivolte al giornalista, limitando la condanna al reato di diffamazione senza riconoscere le ulteriori aggravanti contestate.
