> > Il voto di scarto di 13 decide il reintegro dei medici no vax

Il voto di scarto di 13 decide il reintegro dei medici no vax

Il voto di scarto di 13 decide il reintegro dei medici no vax

La Camera approva il reintegro dei medici no vax per 13 voti, scatenando una dura battaglia tra le forze politiche e le associazioni sanitarie.

Il periodo pandemico ha visto l’esclusione dall’albo di diversi professionisti sanitari ritenuti non conformi alle misure vaccinali obbligatorie. La questione, rimasta in sospeso per anni, è tornata al centro del dibattito parlamentare con l’esame dell’articolo 8 del ddl professioni sanitarie.

Il voto finale in Aula ha registrato 126 sì del centrodestra contro 113 no dell’opposizione, con una differenza di appena 13 voti.

Alcuni deputati di Forza Italia non si sono espressi, mentre il sostegno di Futuro Nazionale è stato decisivo per raggiungere la maggioranza. Il deputato Rossano Sasso ha precisato che, se gli 8 voti dei Vannacci fossero andati contro, il risultato sarebbe stato 121 contrari e 118 favorevoli, facendo fallire il provvedimento.

Il contenuto dell’articolo 8 e le obiezioni delle opposizioni

L’articolo 8, proposto da Fratelli d’Italia durante la discussione in commissione, prevede un percorso straordinario per il reintegro degli albi dei medici radiati negli anni della pandemia per la loro posizione anti-vaccinazione. Le forze di opposizione hanno subito contestato la misura. Elena Bonetti di Azione ha definito la decisione una “riintegrazione di professionisti che hanno disconosciuto il loro obbligo deontologico”, interrogandosi sul loro futuro rapporto con i vaccini mRNA.

La presidente dei senatori di Forza Italia, Stefania Craxi, ha dichiarato che la disposizione non soddisfa le esigenze di trasparenza e responsabilità professionale. Ha sottolineato l’importanza di non delegare al legislatore decisioni che spettano agli Ordini professionali, ricordando il sacrificio di migliaia di operatori sanitari durante la crisi pandemica.

Le reazioni dei partiti e delle associazioni di settore

Il Movimento 5 Stelle, rappresentato da Marianna Ricciardi, ha definito il provvedimento “uno schiaffo alle vittime del Covid” e ha accusato i medici radiati di aver adottato pratiche anti-scientifiche, come l’uso di rimedi naturali non provati. Devis Dori di AvS ha definito il voto “un insulto a tutti i medici che hanno operato in quel periodo drammatico”. La dem Ilenia Malavasi ha avvertito che si tratta di un “precedente pericoloso” che rischia di distorcere la memoria di una fase estremamente difficile per il Paese.

Anche Davide Faraone di Italia Viva e Riccardo Magi di +Europa hanno espresso critiche, sostenendo che la norma indebolisce la credibilità della professione medica. Nel contesto sportivo, il deputato dem Mauro Berruto, responsabile nazionale sportivo, ha apertamente contestato il presidente della Federazione Medico Sportiva Italiana, Maurizio Casasco, accusandolo di aver favorito il provvedimento. Berruto ha chiesto le dimissioni di Casasco, ricordando le precedenti polemiche sul doping e sull’uso dell’EPO nello sport.

Il ruolo di Futuro Nazionale nella votazione

Il voto di Futuro Nazionale è stato fondamentale per far passare la proposta. Senza il loro appoggio, la differenza di 13 voti non sarebbe stata sufficiente a superare la soglia di maggioranza necessaria. Questo ha acceso un nuovo dibattito interno alla coalizione di centrodestra, con Forza Italia che si trova a dover gestire le proprie posizioni divergenti su una tematica così delicata.

Il disegno di legge ora dovrà affrontare l’esame al Senato, dove i gruppi di opposizione hanno già annunciato l’intenzione di proporre emendamenti per modificare o revocare la disposizione. La domanda rimane: quali saranno i limiti del reintegro e come verrà garantita la responsabilità etica dei professionisti che tornano in servizio?

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app