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"Per chi voto? Non lo dico", risposta choc di Silvia Salis in tv

"Per chi voto? Non lo dico", risposta choc di Silvia Salis in tv

Ospite di Giovanni Floris su La7, Silvia Salis mantiene il riserbo sul voto alle primarie del centrosinistra e rilancia la necessità di un'alleanza ampia.

Silvia Salis interviene sul futuro del centrosinistra, dalle primarie alla necessità di un’alleanza più ampia, soffermandosi anche sui rapporti tra Elly Schlein e Giuseppe Conte e sulle principali questioni politiche nazionali.

Centrosinistra, vertice tra Schlein e Conte: si discute il perimetro dell’alleanza

La costruzione di un progetto condiviso è uno dei temi del confronto previsto per venerdì tra Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni.

I rappresentanti delle principali forze progressiste dovranno discutere sia le priorità del programma sia la composizione della coalizione in vista dei prossimi appuntamenti politici. Sul tavolo ci sarà anche la possibilità di coinvolgere ulteriori soggetti, tenendo conto dei vincoli previsti dalla normativa elettorale e delle difficoltà che alcune formazioni possono incontrare nella raccolta delle firme necessarie per presentare le proprie liste.

Silvia Salis sulle primarie del centrosinistra: “Non dico per chi voto”

Il futuro della coalizione progressista e i rapporti tra i suoi principali esponenti sono stati al centro dell’intervista a Silvia Salis, sindaca di Genova, ospite di Giovanni Floris nella trasmissione DiMartedì su La7. Sollecitata sulla possibile competizione per la leadership del centrosinistra, la prima cittadina ha scelto di non schierarsi pubblicamente a favore di uno dei candidati.

Una posizione motivata dal sostegno ricevuto, a livello amministrativo, dalle diverse forze politiche dell’area. «Alle primarie voterò, ma essendo sostenuta da tutti i partiti del campo progressista non trovo corretto dire per chi», ha precisato Salis, evitando di manifestare una preferenza. La sindaca ha riconosciuto anche l’esistenza di divergenze politiche, affermando: «Ho idee diverse dalla Schlein sul Pd».

Più che sulla scelta del prossimo leader, Salis ha concentrato l’attenzione sulle condizioni necessarie per costruire un’alternativa politica al centrodestra. A suo avviso, le diverse componenti del centrosinistra dovrebbero individuare un terreno comune, senza che questo comporti la rinuncia alle proprie peculiarità. «Credo che di fronte a una sfida epocale il campo progressista debba puntare a essere il più ampio possibile per andare a vincere», ha dichiarato, indicando nella capacità di rivolgersi a un elettorato eterogeneo un elemento centrale del progetto.

Nel corso della puntata si è parlato anche del governo e delle politiche adottate in materia di sicurezza. Salis ha contestato l’impostazione dell’ultimo decreto, sostenendo che il dibattito pubblico non dovrebbe concentrarsi esclusivamente sugli episodi violenti, che ha condannato, ma considerare anche le istanze delle persone scese in piazza pacificamente. Tra gli argomenti che, secondo la sindaca, meritano maggiore attenzione figurano le difficoltà del mondo del lavoro e le problematiche degli studenti, oltre alle vertenze industriali che interessano il territorio genovese.

Interrogata sull’eventualità di intervenire per ricomporre un possibile contrasto tra Schlein e Conte, Salis ha escluso, almeno per il momento, un suo coinvolgimento diretto: «A meno che non litighino su Genova per il momento non spetta a me fare questa telefonata».

Nel quadro delle possibili nuove aggregazioni parlamentari si colloca anche il progetto centrista che coinvolge Aboubakar Soumahoro, alcuni esponenti di Più Europa e Centro Democratico. La richiesta di formare un gruppo autonomo non ha ottenuto, per ora, il via libera. Riccardo Magi potrebbe tuttavia valutare una nuova iniziativa, cercando ulteriori adesioni tra i deputati oppure individuando una strada alternativa prevista dalle regole parlamentari.

Tornando alle prospettive generali del centrosinistra, Salis ha concluso il suo ragionamento mostrando fiducia in un possibile cambiamento del clima politico, pur senza nascondere la complessità della sfida: «Non vorrei avere un ottimismo insolito per il centrosinistra, ma mi sembra che l’ondata di populismo si stia esaurendo almeno in parte e che ci sia un vento di speranza».

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