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Youssef Siher torna libero, la gip ordina la scarcerazione immediata: cosa succede ora

Youssef Siher torna libero, la gip ordina la scarcerazione immediata: cosa succede ora

Youssef Siher, scarcerazione immediata dopo la decisione della gip di Milano: respinta la richiesta di convalida del fermo, l’inchiesta prosegue.

Youssef Siher torna libero dopo la decisione della gip di Milano, che ha respinto la richiesta di convalida del fermo e disposto la scarcerazione immediata. Il ricercatore e attivista pro-Pal resta indagato, mentre prosegue l’inchiesta sui disordini avvenuti nel capoluogo lombardo.

Youssef Siher, le accuse della Procura e la difesa dei legali

La decisione della gip disattende la richiesta di convalida presentata dal procuratore Marcello Viola e dalla pm Francesca Crupi. Secondo l’accusa, i contenuti pubblicati online da Siher avrebbero contribuito a diffondere messaggi riconducibili a una strategia rivoluzionaria e insurrezionale, alimentando un clima di tensione. Gli inquirenti avevano ipotizzato una forma di istigazione caratterizzata da una particolare capacità di persuasione, pur in assenza di «diretti riferimenti alla commissione di atti di devastazione e saccheggio» nei post contestati.

L’attivista, assistito dagli avvocati Benedetto Ciccarone e Yasmina Abu Sharar, aveva scelto di non rispondere alle domande durante l’interrogatorio e di non fornire alla Digos il codice per sbloccare il proprio cellulare. I legali avevano contestato le imputazioni, sostenendo: «Non c’è stata alcuna condotta istigatoria alle violenze, non c’è il terrorismo, non c’è alcun reato». E avevano aggiunto che il loro assistito era convinto di aver esercitato «le sue libertà e i suoi diritti costituzionalmente garantiti».

Youssef Siher, la giudice non convalida il fermo: disposta la scarcerazione immediata

Come riportato dal Corriere e da Il Giorno, la gip di Milano ha respinto la richiesta della Procura di convalidare il fermo di Youssef Siher, 30enne ricercatore e attivista pro-Pal, disponendone la liberazione dal carcere di San Vittore. Al centro della decisione ci sarebbe l’assenza di gravi indizi di reato a sostegno delle accuse contestate e la mancanza di presupposti giuridici per procedere al fermo. La giudice ha escluso che le condotte attribuite all’indagato possano essere ricondotte alle ipotesi di istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e di violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche, reato introdotto con il recente decreto sicurezza.

Siher era stato arrestato in relazione all’attività svolta sui social attraverso il canale Telegram Movimento 17 ottobre, che conta circa 11mila iscritti, e una pagina Instagram arrivata a 50mila follower. Gli account sarebbero stati creati dopo gli scontri e le devastazioni avvenuti nel centro di Milano tra il 17 e il 18 ottobre.

Con la scarcerazione, Siher resta indagato a piede libero, mentre gli accertamenti della Procura proseguiranno. Anche la moglie, Sarah Hammoud, risulterebbe indagata nell’ambito della stessa inchiesta, come sottolineato da Il Giorno.

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