Antimo Mazzotta, 78 anni, è stato trovato morto in un pozzo a Torre Rinalda, alla periferia di Lecce. Sul posto sono state individuate tracce di sangue e segni di trascinamento: gli investigatori non escludono l’ipotesi dell’omicidio e indagano per ricostruire le ultime ore di vita dell’anziano.
Il corpo di Antimo Mazzotta trovato in un pozzo a Lecce: morto a 78 anni
Come riportato dal Quotidiano di Puglia, il cadavere di Antimo Mazzotta è stato recuperato all’interno di un pozzo nel terreno agricolo di sua proprietà a Torre Rinalda, località costiera alla periferia di Lecce. L’abitazione dell’uomo si trova in via Torre San Giovanni, lungo la strada che conduce a Casalabate.
A dare l’allarme sarebbero stati due giovani stranieri, amici dell’anziano, che si occupavano della cura del verde nella zona.
Preoccupati per il silenzio dell’uomo da domenica sera, si sono recati presso la sua abitazione per verificare che stesse bene. Una volta arrivati, hanno trovato il cancello chiuso e, non ottenendo risposta al citofono, hanno contattato i soccorsi. Quando il personale del 118 è giunto sul posto, per il 78enne non c’era ormai più nulla da fare.
I carabinieri del Nucleo investigativo di Lecce e i vigili del fuoco hanno avviato gli accertamenti per ricostruire quanto accaduto e chiarire le circostanze della morte.
Lecce, 78enne trovato morto in un pozzo: tracce di sangue e ipotesi omicidio
A destare i sospetti degli investigatori sono soprattutto gli elementi individuati all’esterno della casa rurale. Dalle indiscrezioni delle testate locali, nell’area sarebbero state rilevate tracce di sangue e segni compatibili con il trascinamento di un corpo, mentre alcuni indumenti sarebbero stati rinvenuti nei pressi del pozzo. Quest’ultimo sarebbe stato chiuso dall’esterno attraverso una botola, ma non risultava bloccato a chiave. Stando al primo esame esterno eseguito dal medico legale, Mazzotta presentava lesioni al cranio e il corpo potrebbe essere rimasto nell’acqua per almeno 48 ore.
Tra le ipotesi al vaglio c’è quella secondo cui l’anziano sarebbe stato aggredito all’interno dell’abitazione, forse con un oggetto contundente, e successivamente trasportato fino al pozzo, dove sarebbe stato gettato. Si tratta, tuttavia, di una ricostruzione ancora da verificare. Gli inquirenti non escludono alcuna pista, dalla possibile rapina degenerata in omicidio a un delitto legato alle frequentazioni della vittima.
