La morte di Fakir a Bologna nel quartiere Pilastro, la famiglia si è battuta sin dal suo decesso per una ricerca della verità sulla morte dell’uomo, morte che secondo i familiari si sarebbe potuta evitare ma invece è stata causata da una prova di forza degli agenti di Polizia che hanno usato diverse strategie pur di fermarlo dal suo raptus.
Morte di Fakir causata da un mix tra agitazione, abuso di cocaina e posizione sul terreno
La conclusione della perizia pone l’accento sulla causa del decesso, come già più volte citato legata ad un’asfissia del soggetto, asfissia dovuta stando a quanto redatto da diverse cause, le principali sono l’agitazione del soggetto, l’abuso di cocaina e la posizione prona.
Questa scrittura pone in secondo piano i traumi contusivi presenti sul volto dell’uomo, elementi che non avrebbero avuto un contributo di primaria importanza nel decesso che invece è arrivato per le motivazioni scritte precedentemente.
Morte Fakir, lo schiacciamento seconda la perizia è la concausa
La perizia è poi intervenuta relativamente allo schiacciamento da parte della Polizia che, come è stato determinato, è stata la concausa del decesso del 39enne.
Infatti i periti hanno stabilito ch e senza lo schiacciamento del corpo sul terreno, Fakir si sarebbe salvato e il delitto quindi non sarebbe avvenuto. Così hanno scritto i professori Valentina Bugelli, Cristina Basso, Manuela Bonizzoli e Luca Morini, nella relazione, come riportato da SkyTG24.
Messe in luce anche le criticità rispetto all’intervento del personale del 118, secondo la perizia inadeguato sia per tempestività – è arrivata l’ambulanza diverso tempo dopo – che per metodologia di manovre eseguite sul corpo del 42enne giudicate errate.
I PM spiegano in definitiva che, anche con manovre corrette, le probabilità di sopravvivenza di Fakir sarebbero state molto basse, pari al 15% a dimostrazione che la situazione era di per sé molto grave.
