> > "Sei tu che la frequenti”, botta e risposta Fedez-Giletti

"Sei tu che la frequenti”, botta e risposta Fedez-Giletti

"Sei tu che la frequenti”, botta e risposta Fedez-Giletti

Fedez accusa Giletti di “feccia”, il giornalista risponde citando amicizie pericolose e la sentenza che ha archiviato la querela.

Il dibattito tra due volti noti della televisione italiana è degenerato in una vera e propria guerra verbale. Il rapper milanese, noto per il suo ruolo in Vorrei ma non posto, ha rilasciato una dichiarazione in cui definisce il conduttore di Rai 3 Massimo Giletti responsabile di “feccia”. L’attacco è stato pubblicato su Instagram e ha subito attirato l’attenzione dei media, spingendo Giletti a rispondere in diretta nella sua trasmissione Lo Stato delle Cose.

Le radici della controversia: denuncia per diffamazione

Il conflitto ha avuto origine nei primi mesi del 2025, quando Giletti, durante una puntata di Lo Stato delle Cose, ha mostrato una denuncia presentata da Fedez al Tribunale di Milano per diffamazione. Il rapper aveva querelato il giornalista e il suo staff, accusandoli di aver montato un servizio che suggeriva un legame tra lui e Luca Lucci, ex capo della Curva Sud del Milan, arrestato a settembre 2024 per associazione a delinquere.

In quell’occasione, i due protagonisti sembravano già evitatarsi dietro le quinte del Teatro Ariston durante il Festival di Sanremo 2025.

Il provvedimento giudiziario: archiviazione della querela

Il 26 maggio scorso il gip di Milano, Eliana Capursi, ha emesso un decreto che ha accolto la richiesta della Procura di archiviare la querela di Fedez.

Nella motivazione sono state citate le intercettazioni relative al procedimento contro Lucci, ritenute un diritto di cronaca che rispettavano i criteri di verità, pertinenza e continenza. Il giudice ha specificato che i presunti contatti tra Fedez e Lucci sono un dato incontestabile, ma che i presunti affari non sono mai andati a compimento, quindi la notizia rimane valida dal punto di vista giornalistico.

Il video di Fedez: accusa di “feccia” e richieste di coscienza

Nonostante la sentenza, Fedez ha deciso di non commentare la decisione giudiziaria. Invece, nella clip condivisa su Instagram, ha affermato: “Che siate d’accordo con me o no, Giletti fa feccia”. Ha poi elencato una serie di motivi per cui, a suo avviso, il conduttore dovrebbe fare un esame di coscienza e rivedere la propria deontologia professionale, concludendo affermando che interloquire con Giletti è impossibile. Il video è stato editato in modo da far apparire la frase come l’unica critica del servizio televisivo.

La risposta di Giletti in diretta: foto compromettenti e rimproveri

Nel seguito, Giletti ha dedicato cinque minuti della sua trasmissione di lunedì 26 ottobre per replicare alle accuse. Ha mostrato una foto che ritrae Fedez insieme a Christian Rosiello e Islam Hagag (noto come Alex Cologno), due figure già citate nell’inchiesta “Doppia Curva” sugli ultras di San Siro. Il conduttore ha poi affermato: “Io posso fare feccia, ma tu la feccia la frequenti”, ribaltando l’accusa sulla frequentazione di ambienti pericolosi da parte del rapper.

Le condanne di Rosiello e Cologno

Giletti ha ricordato che Rosiello è stato condannato a tre anni e otto mesi, mentre Cologno ha scontato due anni e dieci mesi. Entrambi erano legati da vicino a Lucci, che, al momento, sta scontando una condanna a dieci anni, con la prospettiva di un’ulteriore pena per traffico internazionale di droga. Il conduttore ha sottolineato come queste “frequentazioni” non siano mai state messe in discussione da Fedez, insinuando che il rapper abbia rifiutato di prendere le distanze da persone con precedenti penali.

Conclusioni e prospettive future

Alla chiusura della puntata, Giletti ha proclamato la disponibilità a ospitare Fedez nel suo programma Pulp Podcast, ponendo però la condizione di una visita preliminare a Lo Stato delle Cose. Ha chiuso con una frase che riecheggia la sua precedente risposta: “Ok, hai detto che noi facciamo feccia, ma l’importante è non frequentare la feccia”. La vicenda, caratterizzata da accuse reciproche, documenti giudiziari e un uso sapiente dei media, resta aperta e potrebbe dare vita a nuovi scambi televisivi nei prossimi mesi.

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