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"Disturbava i vicini" , Cotone in bocca e fascette ai polsi: Carlo muore soffocato

"Disturbava i vicini" , Cotone in bocca e fascette ai polsi: Carlo muore soffocato

Nel pomeriggio di domenica scorsa, 25 ottobre 2026, Carlo Jacob, 87 anni e affetto da grave demenza, sarebbe morto soffocato. La figlia infatti lo avrebbe tenuto legato e imbavagliato al letto per far sì che non disturbasse i vicini.

Tragedia a Milano, nella zona di Cimiano, dove domenica scorsa, 25 ottobre 2026, un uomo di 87 anni e affetto da grave demenza sarebbe morto soffocato. A dare l’allarme la figlia: “Fate presto, venite, forse ho ucciso mio padre.”

Tragedia a Milano: Carlo Jacob muore soffocato

Nel pomeriggio di domenica 25 ottobre 2026 si è consumata una tragedia a Milano, nell’appartamento al primo piano di una palazzina in via don Giovanni Calabria, nella zona di Cimiano, alla periferia nord-est del capoluogo lombardo.

Un uomo di 87 anni, Carlo Jacob, e affetto da grave demenza, sarebbe morto soffocato. A dare l’allarme la figlia dell’uomo, 56 anni: “Fate presto, venite, forze ho ucciso mio padre”, avrebbe detto al telefono. Quando i sanitari del 118 sono arrivati sul posto, per l’87enne non c’era ormai più nulla da fare.

I carabinieri del Nucleo radiomobile e della compagnia Porta Monforte lo hanno trovato esanime sul letto. Sul pavimento della stanza, poco distante, c’erano cotone, nastro adesivo e alcune cinghie.

Milano, figlia uccide il padre: “Era malato, lo tenevo legato e imbavagliato così non disturbava i vicini”

Carlo Jacob, 87 anni, sarebbe morto soffocato domenica scorsa a Milano.

La figlia della vittima, Giovanna Jacob, avrebbe raccontato agli inquirenti che il padre, ex critico cinematografico originario di Udine, da circa un anno soffriva di una grave demenza. Una condizione progressivamente peggiorata, fino a impedirgli di alzarsi dal letto. “Urlava e si dibatteva di continuo“, avrebbe riferito la 56enne nel corso dell’interrogatorio. Stando al suo racconto, la pratica di legarlo e imbavagliarlo al letto sarebbe iniziata circa un mese fa, con l’obiettivo dichiarato di contenere le crisi e non arrecare disturbo ai vicini, con i quali c’erano già state tensioni. Veniamo a domenica scorsa quando, sempre stando al racconto della dona, dopo aver bloccato il padre, Giovanna si sarebbe allontanata al fine di sbrigare alcune faccende domestiche. Una volta tornata nella stanza, il padre era morto. Davanti al pubblico ministero di turno, Guido Schirinnà, la 56enne avrebbe ammesso le proprie responsabilità. Sul corpo di Carlo Jacob è stata intanto disposta l’autopsia. La figlia sarebbe stata arrestata con l’accusa di omicidio volontario aggravato dal vincolo di parentela. In attesa dell’udienza di convalida, la donna sarebbe stata trasferita in carcere.

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