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"Avevo fretta, era trasparente", donna risarcita per aver sbattuto contro la porta a vetri di un negozio

"Avevo fretta, era trasparente", donna risarcita per aver sbattuto contro la porta a vetri di un negozio

Una donna fiorentina di 60 anni è finita all'ospedale dopo aver sbattuto contro un'anta di vetro in via del Corso, ottenendo poi un risarcimento parziale dal Tribunale di Firenze.

Una giornata di fine gennaio 2023 a Firenze si è trasformata in un incidente con conseguenze mediche e legali per una donna di 60 anni. Diretta in centro, tra via del Corso e via Calzaiuoli, la sessantenne ha urtato un’anta di vetro all’ingresso di un negozio di intimo e ha riportato una frattura delle ossa nasali e un trauma cranio-facciale.

Dopo i soccorsi e le cure presso l’ospedale Santa Maria Nuova, la vicenda è approdata al Tribunale di Firenze, che ha deciso sulla ripartizione delle responsabilità.

Le circostanze dell’impatto in centro a Firenze

La donna aveva fretta per acquistare un capo destinato alla suocera, che sarebbe stata ricoverata il giorno seguente; questo elemento è emerso durante il procedimento.

Convinta che l’ingresso fosse libero, si è avvicinata e ha urtato il vetro. Lei stessa ha dichiarato: “Non vidi l’anta chiusa della porta di vetro, andandoci a battere contro”. Il personale del negozio l’ha soccorsa e accompagnata in ospedale, dove i medici hanno rilevato, oltre alla frattura del naso, ferite superficiali e un trauma non commotivo del cranio con interessamento del rachide cervicale.

Visibilità dell’anta e organizzazione dell’ingresso

Nel corso del giudizio è stata valutata la scarsa visibilità dell’anta: la donna sosteneva che il vetro, pulito e uniforme, non fosse facilmente distinguibile e che mancassero dispositivi di segnalazione cromatici o decalcomanie. Dall’altra parte, la sentenza annota la presenza di una maniglia in acciaio di dimensioni apprezzabili, che si estendeva dalla base quasi fino a metà dell’anta, elemento ritenuto significativo nella valutazione della responsabilità dell’esercente.

La decisione del Tribunale di Firenze e l’entità del risarcimento

Il Tribunale di Firenze, con decisione emessa dall’autorità giudicante Liliana Anselmo de Vivo, ha attribuito un concorso di colpa al 50% tra la cliente e la società titolare dell’attività commerciale. Tale ripartizione ha inciso direttamente sulla quantità del risarcimento riconosciuto. La donna aveva chiesto un indennizzo complessivo di 24mila euro, cifra che tenesse conto delle lesioni e dei danni subiti.

Somme già corrisposte e risultato finale

Prima della sentenza la parte lesa aveva ottenuto dalla polizza assicurativa dell’esercizio una somma di 2.400 euro. Con la pronuncia del Tribunale la somma complessiva raggiunta è stata calcolata intorno a 5 mila euro, comprensiva anche delle spese legali. La riduzione rispetto alla richiesta iniziale è motivata proprio dal riconoscimento della corresponsabilità della donna, che, secondo il giudice, non avrebbe sufficientemente percepito l’ostacolo a causa della fretta.

La decisione giudiziaria evidenzia come, in casi simili, la valutazione delle responsabilità si basi su elementi oggettivi quali la presenza di dispositivi segnalatori sull’anta e le condizioni soggettive della vittima al momento dell’incidente. Il provvedimento rappresenta un esempio di come il diritto accerti la responsabilità condivisa quando concorrono fattori esterni legati alla manutenzione o alla segnalazione degli ingressi e circostanze personali come la fretta.

Implicazioni pratiche per attività commerciali e clienti

Questo episodio sottolinea l’importanza per i titolari di locali con ingressi in vetro di adottare misure di segnalazione chiare e visibili: adesivi colorati, decalcomanie o altri elementi che rendano immediatamente percepibile la presenza dell’anta. Allo stesso tempo, mette in risalto come la condotta del cliente, ad esempio la fretta, possa incidere sulla quantificazione del danno e sulla responsabilità giudiziale.

L’accaduto a Firenze richiama quindi l’attenzione su due aspetti concreti: la necessità di ridurre i rischi di inciampo o urto mediante idonee segnalazioni sugli ingressi e la consapevolezza degli utenti nel muoversi negli spazi pubblici e commerciali. Entrambi i fattori sono stati ritenuti rilevanti dal Tribunale nella valutazione finale che ha portato alla suddivisione del 50% della colpa e alla corresponsione di un indennizzo complessivo di circa 5 mila euro, inclusa la somma già anticipata dall’assicurazione.

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