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Allerta rifiuti nella regione di Krasnodar: rischio di emergenza

Allerta rifiuti nella regione di Krasnodar: rischio di emergenza

Il governatore di Krasnodar lancia l’allarme per discariche al limite, con pericoli di interruzioni nella raccolta e contagio di malattie.

Il governatore Veniamin Kondratyev ha firmato, il 22 ottobre, un decreto che dichiara lo stato di emergenza ambientale in dieci distretti della regione di Krasnodar. La misura nasce dal quasi esaurimento della capacità di discariche e impianti di trattamento dei rifiuti, una situazione che minaccia di bloccare la raccolta urbana, favorire lo smaltimento illegale e favorire la proliferazione di roditori e insetti vettori di patologie.

Il provvedimento, pubblicato cinque giorni dopo la firma, ha l’obiettivo di tenere sotto controllo i flussi di rifiuti solidi urbani e di impedire che il materiale accumulato nelle discariche diventi causa di emergenze sanitarie. Le autorità hanno sottolineato che, finché non saranno completati i lavori di ricostruzione e non saranno conseguiti i necessari permessi, la situazione di emergenza resterà attiva.

Decreto di emergenza e aree interessate

Il piano di allerta copre dieci municipalità: le città costiere di Sochi e Novorossiysk, i distretti di Hot Key, Tuapse, Apsheronsk, Belorechensk, Yeysk, Kurganinsk, Starominsk e Temryuk. In queste zone, la capacità di smaltimento è già al 100% e non è possibile deviare il flusso di rifiuti verso strutture alternative senza rischiare interruzioni critiche del servizio.

Lista dei distretti coinvolti

Ogni amministrazione locale è tenuta a intensificare le attività per limitare l’accumulo di rifiuti nei luoghi pubblici e privati, a vigilare contro gli scarichi abusivi nei boschi e nelle aree abbandonate, e a monitorare la possibile comparsa di infestazioni da roditori e insetti. L’obbligo è rafforzato dall’ordine che impone ai responsabili dei siti di mantenere operative le discariche finché la minaccia non sarà definitivamente superata.

Stato attuale delle discariche e ritardi del piano nazionale

Nel 2024, i procuratori regionali avevano già segnalato che nove delle quindici strutture di smaltimento comunali erano piene, lasciando i distretti costieri senza discariche legali. Il programma di riforma della gestione dei rifiuti, avviato a livello nazionale nel 2019 da Vladimir Putin, prevedeva la costruzione di almeno otto nuovi complessi di trattamento entro il 2026. Tuttavia, al 2026 nessuno dei nove impianti programmati, compresi gli otto complessi, era operativo.

Investimenti e scadenze

La regione ha stanziato 36,8 miliardi di rubli (circa 456,3 milioni di dollari) per il programma di gestione dei rifiuti fino al 2030. Attualmente sono in fase di costruzione dieci impianti comunali, ma le scadenze sono state posticipate a 2027-2028 a causa di problemi nella scelta dei siti e di ritardi burocratici. La mancanza di impianti di incenerimento o di trattamento avanzato peggiora la dipendenza dalle discariche tradizionali, aumentando il rischio di saturazione.

Risposte operative e prospettive future

Il vicegovernatore Yevgeny Pergun è stato incaricato di coordinare le azioni per contenere la crisi. Oltre alla gestione della crisi dei rifiuti, Pergun sovrintende alla risoluzione della carenza di carburante e al contenimento dei prezzi della benzina nella regione. Il suo mandato prevede la redazione di un piano per la costruzione e l’ammodernamento delle strutture di trattamento, nonché l’utilizzo ottimale dei siti già esistenti.

Le autorità hanno garantito che la raccolta dei rifiuti continuerà secondo i percorsi abituali, evitando interruzioni nei servizi di igiene urbana. Nel frattempo, le discariche attualmente in funzione stanno operando come magazzini temporanei, mentre altre strutture sono in fase di ristrutturazione che potrebbe richiedere un periodo prolungato. La popolazione, già critica verso la riforma, osserva con preoccupazione l’attuale scenario, temendo che la mancanza di investimenti concreti possa trasformare la situazione in una vera e propria emergenza sanitaria per la zona del Mar Nero.

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