Il partito della Sinistra ha vinto le elezioni comunali di Berlino del 20 settembre 2026, ma la vittoria è stata subito offuscata da un episodio imprevisto: una bozza dell’intervista concessa a Der Spiegel è tornata indietro con annotazioni private che hanno acceso un dibattito acceso sull’idoneità della candidata al ruolo di sindaco.
Il ritorno accidentale del verbale dell’intervista
Durante il consueto processo di revisione, l’ufficio di Elif Eralp ha restituito al giornale una versione annotata del suo colloquio. Invece di rimuovere i commenti interni, sono rimasti nel documento e sono stati pubblicati. Le note contenevano riferimenti a consigli ricevuti dalla LKA (Ufficio Criminale di Stato di Berlino) su come gestire la citazione di persone legate a organizzazioni criminali.
L’errore ha permesso a chi legge di accedere a osservazioni che la candidata aveva destinato a un uso strettamente interno, evidenziando una vulnerabilità inattesa.
Consigli della LKA sulla nominazione di individui
Una delle righe annotate recita: «La LKA aveva consigliato di non nominare individui specifici, allora per la criminalità organizzata, ora per persone con legami a Hamas».
Questo passaggio, con il suo tono di prudenza, mette in luce la preoccupazione di Eralp per possibili ritorsioni: «Non posso mettere in pericolo me e la mia famiglia per Spiegel», scriveva nella bozza, chiedendosi se fosse opportuno cancellare l’intervista intera. Il linguaggio, sebbene formale, trasmette una sensazione di paura e di cautela nella gestione di un tema delicato.
Le osservazioni sull’Hamas e le reazioni dei partiti
Nel corso dell’intervista, i giornalisti hanno chiesto a Eralp se le sue parole si riferissero a Ibrahim Ibrahim, un noto attivista pro-Palestina presente alla festa elettorale della Sinistra nel distretto di Neukölln. Eralp ha confermato con un «sì», ma ha tentato poi di far cancellare quel segmento. Ibrahim, tramite i suoi legali, ha dichiarato di non essere affiliato al partito e di respingere ogni accusa di antisemitismo o di sostegno al terrorismo. La menzione di Hamas ha riacceso le critiche da parte dei partiti avversari, in particolare dal candidato della CDU, Stefan Evers, che ha definito la posizione di Eralp una contraddizione rispetto alla retorica di riduzione delle forze di polizia del suo partito.
Le ripercussioni politiche e le dichiarazioni dei concorrenti
Le parole “non voglio mettere in pericolo me e la mia famiglia” hanno trovato eco nei discorsi di altri leader. Michael Müller, ex sindaco di Berlino e rappresentante dei Social Democratici (SPD), ha avvertito che la candidata potrebbe diventare un facile bersaglio di ricatti. Anche il portavoce degli SPD, Karl Lauterbach, e il capo dei Verdi, Katharina Dröge, hanno suggerito di riconsiderare una possibile alleanza, evidenziando che la fiducia nella capacità di Eralp di gestire la sicurezza cittadina è stata erosa. Nonostante le pressioni, la candidata ha ribadito di voler continuare la sua corsa e ha dichiarato: «Come sindaco garantirò la sicurezza di tutti i berlinesi», senza approfondire ulteriormente le note interne.
