Nel pomeriggio del 29 ottobre 2026, un elicottero CH-47 Chinook dell’Esercito italiano è precipitato nella zona di Brčko, nel nord-est della Bosnia-Erzegovina, durante un’operazione di routine della missione Eufor Althea. L’incidente ha causato la perdita di quattro membri del personale militare e del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana, mentre undici altre persone a bordo sono state soccorse e trasportate in ospedale.
Incidente nell’area di Brčko: cosa è successo
Secondo le testimonianze raccolte sul posto, l’elicottero era in fase di decollo dall’aeroporto di Brčko quando ha incontrato problemi che hanno portato alla perdita di quota e all’impatto con il suolo. Il velivolo, impegnato in una missione di addestramento quotidiano, era carico di quindici persone, tra cui soldati dell’Aviazione dell’Esercito (AVES) di Viterbo e operatori della Croce Rossa.
L’area di impatto, descritta dal sindaco Siniša Milić come disabitata ma non lontana da alcune abitazioni di Gorica, ha consentito un rapido intervento delle squadre di soccorso locali.
Dettagli sul velivolo e sui passeggeri
Il CH-47 Chinook è un elicottero pesante a due rotori, progettato per trasportare fino a 12 tonnellate di carico.
A bordo vi erano quattro vittime confermate: i sergenti Simone Ruggia e Claudio Marchesi, entrambi appartenenti al Comando Aviazione dell’Esercito, e i volontari della Croce Rossa Franco Adriano Zecchillo (tenente) e Laura Procacci (sergente). Gli altri undici passeggeri, tutti italiani, sono stati evacuati in ospedali di Brčko; uno di loro è in condizioni critiche e ha già subito un intervento chirurgico.
Reazioni istituzionali e misure di soccorso
Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha annunciato la sua visita in Bosnia il giorno successivo, accompagnato dal capo di Stato Maggiore della Difesa, per accertare la situazione dei feriti e rendere omaggio alle vittime. Nel suo messaggio pubblicato su X, Crosetto ha sottolineato che il momento di silenzio era stato scelto per evitare ulteriori sofferenze alle famiglie, ma ha poi divulgato i nomi dei caduti per permettere alle famiglie di ricevere le notizie.
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso cordoglio e solidarietà, definendo l’accaduto una “triste circostanza” e promettendo al Capo di Stato Maggiore della Difesa tutto il supporto necessario.
Il sindaco di Brčko, Siniša Milić, ha confermato i numeri ufficiali (4 morti, 11 feriti) e ha ringraziato gli operatori di soccorso per la prontezza dimostrata. L’ambasciatrice italiana in Bosnia-Erzegovina, Sarah Castellani, ha dichiarato che l’incidente è avvenuto in fase di decollo, ma le cause rimangono ancora da chiarire. La missione Eufor Althea ha rilasciato un comunicato in cui afferma che non ci sono stati danni a infrastrutture civili né vittime tra i civili.
Impatto sulla cerimonia del Villaggio Difesa
A causa del lutto nazionale, la cerimonia di inaugurazione del “Villaggio Difesa”, prevista per il 30 ottobre alle 14:00, è stata annullata. Il ministro Crosetto ha precisato che il luogo sarà comunque aperto al pubblico il giorno successivo, non più come festa di ringraziamento ma come spazio per esprimere preghiere, fiori o messaggi di vicinanza alle famiglie dei caduti e alle Forze Armate.
