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Ex Ilva di Taranto, la Cassazione respinge i ricorsi: altiforni verso lo spegnimento

Ex Ilva di Taranto, la Cassazione respinge i ricorsi: altiforni verso lo spegnimento

La Corte di Cassazione ha respinto tutti i ricorsi presentati da Acciaierie d’Italia e Ilva in amministrazione straordinaria contro lo stop all’area a caldo dello stabilimento siderurgico di Taranto.

La Corte di Cassazione ha respinto tutti i ricorsi presentati da Acciaierie d’Italia e Ilva in amministrazione straordinaria contro lo stop all’area a caldo dello stabilimento siderurgico di Taranto. Resta quindi valido il decreto della Corte d’Appello di Milano che impone la sospensione degli impianti. La decisione si fonda anche sulla necessità di tutelare diritti fondamentali come la vita, la salute e l’ambiente, che non possono essere sacrificati in nome dell’attività economica.

La pronuncia riapre il confronto sul futuro del polo siderurgico pugliese, tra la tutela dei lavoratori, le conseguenze occupazionali e la necessità di garantire condizioni di lavoro sicure. Palazzo Chigi ha preso atto della decisione, sottolineando che la sentenza complica ulteriormente un percorso già difficile per il rilancio dell’ex Ilva.

Ex Ilva, le motivazioni della Cassazione: al centro il diritto alla salute

Nelle motivazioni, le Sezioni Unite della Cassazione definiscono “corretto e ragionevole” il bilanciamento degli interessi operato dai giudici di merito. La Corte richiama il valore costituzionale del diritto alla vita e i limiti imposti dall’articolo 41 della Costituzione alla libertà d’iniziativa economica privata, che non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o arrecare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana.

Secondo i giudici, il diritto alla vita, alla salute e a un ambiente sano non deve essere contrapposto al diritto al lavoro. Quest’ultimo, infatti, deve essere garantito in condizioni salubri e sicure, senza esporre le persone a situazioni pericolose o degradanti pur di preservare l’occupazione.

La Corte precisa che il vero confronto riguarda il diritto allo svolgimento dell’attività imprenditoriale, che deve rispettare i limiti fissati dalla Costituzione. La decisione tiene conto anche della complessa storia dello stabilimento tarantino e delle vicende che hanno portato all’azione collettiva per ottenere la sospensione dell’area a caldo.

Dopo la pronuncia, il Governo ha dichiarato di prenderne atto, pur evidenziando le difficoltà che la decisione introduce nel percorso individuato per affrontare la crisi industriale. Palazzo Chigi ha ricordato le misure già adottate e l’incontro con i sindacati tenuto nei giorni precedenti.

Altiforni da spegnere, resta aperta la questione del futuro dello stabilimento

La Cassazione ha confermato il provvedimento della Corte d’Appello di Milano, che aveva concesso 90 giorni per completare le operazioni di sospensione degli impianti dell’area a caldo. Nel frattempo, gli impianti erano rimasti in condizioni di preriscaldo grazie a un decreto del Governo, che aveva consentito di mantenerli in tale stato in attesa della decisione della Corte e comunque non oltre il 15 dicembre.

Con il deposito della sentenza, si apre ora la fase in cui i commissari dovranno definire le modalità tecniche e i tempi delle operazioni necessarie a dare attuazione allo stop. La sospensione riguarda l’area a caldo, cuore del processo produttivo siderurgico, e potrebbe avere conseguenze rilevanti sulla continuità delle attività industriali.

Uno degli aspetti più delicati riguarda proprio la possibilità di riavviare gli altiforni una volta spenti. La loro eventuale inutilizzabilità renderebbe particolarmente complesso un futuro ritorno alla produzione a caldo, con ricadute sul destino dello stabilimento e sull’occupazione.

Resta quindi aperta la sfida di conciliare la tutela della salute e dell’ambiente con la salvaguardia dei posti di lavoro e della capacità produttiva del sito di Taranto. Un equilibrio che, dopo la decisione della Cassazione, dovrà essere affrontato attraverso le scelte tecniche, industriali e politiche dei prossimi mesi.

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