Nel tratto di Urda, a circa 118 km dalla città di Toledo, due convogli ad alta velocità sono andati incontro alle 08:54, provocando il più grave Disastro ferroviario della Spagna degli ultimi mesi. Il bilancio ufficiale riporta 68 morti e 107 feriti, dei quali 18 in condizioni critiche. Tra i passeggeri coinvolti vi sono anche tre cittadine italiane il cui stato è ancora incerto, mentre cinque altri italiani sono stati estratti in condizioni stabili.
Fatalità e profili delle vittime
Le indagini preliminari mostrano che i due treni, un Ave della Renfe e un Iryo di FS International, trasportavano complessivamente più di 540 persone. Il primo, viaggiando a circa 200 km/h, ha colpito il secondo, fermo a causa di un guasto al sistema di segnalamento. Le vittime includono adulti, bambini e persino un neonato, confermando la gravità della collisione.
Le autorità sanitarie hanno avviato il conteggio delle vittime e il riconoscimento delle salme, un processo che si prevede durerà diversi giorni.
Le tre italiane tra i dispersi
Secondo la Farnesina, tre viaggiatrici provenienti da diverse regioni d’Italia sono ora classificate come “dispersi”. Due di loro potrebbero essere state coinvolte nella sezione più distrutta dei vagoni, mentre la terza è stata segnalata come assente dal registro dei passeggeri.
Una cittadina italiana è attualmente ricoverata in un ospedale di Toledo, in condizioni stabili.
Le operazioni di soccorso sul terreno
Fin dalla notte del tragico incidente, le forze di emergenza hanno operato sotto potenti riflettori per tagliare le bucce metalliche dei convogli e accedere ai locali interni. Oltre a squadre di pompieri e volontari, sono stati schierati droni e elicotteri della Guardia Civile per individuare rapidamente le vittime sepolte sotto le macerie. Gli operatori hanno dovuto affrontare condizioni meteorologiche avverse, che hanno reso più difficile il lavoro di estrazione.
Il Ministero dell’Interno spagnolo ha dichiarato l’impiego di centinaia di soccorritori, inclusi specialisti in comportamento di emergenza e personale medico avanzato. La ricerca di corpi ancora non identificati è proseguita per diverse ore, con l’ausilio di cani da ricerca addestrati a rilevare tracce umane attraverso le lamiere contorte.
Cause, indagini e reazioni istituzionali
Secondo le prime ricostruzioni fornite dal ministro dei Trasporti Oscar Puente, alle 08:30 una serie di guasti ai tre computer di comunicazione della rete ha inutilizzato il sistema di sicurezza LZB su un tratto di 63 km. Tale malfunzionamento ha fermato automaticamente i sei treni presenti, ma il centro di controllo di Adif a Atocha ha poi autorizzato la ripartenza del convoglio Renfe, nonostante il Iryo fosse ancora bloccato. L’errore umano nel rilascio del segnale verde avrebbe permesso al treno in corsa di percorrere 25 km in 17 minuti, culminando nello scontro a velocità massima.
Il premier Pedro Sánchez ha visitato il luogo dell’incidente accanto al presidente della Giunta di Castiglia-La Mancia, Emiliano García-Page, dichiarando tre giorni di lutto nazionale e promuovendo un’indagine approfondita per capire eventuali negligenze. Parallelamente, il sindacato dei macchinisti Semaf ha indetto uno sciopero di 24 ore a partire dalla mezzanotte, chiedendo il rispetto degli impegni presi con Renfe e Adif per la messa in sicurezza della rete.
Sciopero dei macchinisti
Il blocco dei servizi ferroviari prevista per la notte è stato giustificato dal sindacato come risposta a ritardi nella realizzazione di interventi di sicurezza concordati dopo il precedente disastro di Adamuz, avvenuto nove mesi prima con 46 vittime. I rappresentanti di Semaf hanno sottolineato che le misure di manutenzione non sono state ancora completate, sollevando dubbi sulla capacità della rete di garantire viaggi sicuri. Renfe, dal canto suo, ha sospeso la vendita di biglietti sulla tratta Madrid-Siviglia fino al 13 dicembre.
Le indagini, ancora in corso, coinvolgono la ricostruzione delle comunicazioni tra il centro di controllo e i macchinisti, l’analisi dei registri di bordo e il controllo delle procedure operative adottate durante l’arresto del sistema LZB. Il risultato finale dovrà stabilire le responsabilità legali e tecniche, ma per il momento la priorità resta il soccorso alle vittime e il supporto alle famiglie colpite.
