> > "Ucciso per 300 euro". Trovato morto nel pozzo, 33enne confessa l'omicidio

"Ucciso per 300 euro". Trovato morto nel pozzo, 33enne confessa l'omicidio

"Ucciso per 300 euro". Trovato morto nel pozzo, 33enne confessa l'omicidio

Idraulico di Surbo fermato per l’omicidio di Antimo Mazzotta, 78enne trovato morto nel pozzo della sua proprietà. All’origine del delitto una lite per lavori contestati da 300 euro.

Una lite per 300 euro si sarebbe trasformata in un omicidio nelle campagne di Lecce. Per la morte di Antimo Mazzotta, il pensionato di 78 anni trovato nel pozzo artesiano della sua proprietà a Torre Rinalda, è stato fermato un conoscente della vittima, che avrebbe confessato il delitto davanti ai carabinieri.

“Ucciso per 300 euro”. Trovato morto nel pozzo, 33enne confessa l’omicidio

Una discussione per una somma di appena 300 euro sarebbe all’origine dell’omicidio di Antimo Mazzotta, il pensionato di 78 anni originario di Squinzano, trovato morto nel pozzo artesiano della sua proprietà a Torre Rinalda, nelle campagne di Lecce. Come riportato da Lecce Prima, la svolta nell’inchiesta è arrivata con il fermo di Emmanuel Greco, un idraulico di Surbo di 33 anni, disoccupato e impegnato in lavori saltuari, accusato di omicidio e occultamento di cadavere, oltre che di porto e detenzione di arma clandestina.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, tra l’uomo fermato e la vittima esisteva una precedente frequentazione: Greco avrebbe eseguito alcuni interventi idraulici nella villetta di via Torre San Giovanni, dove il 78enne viveva con i suoi cani e gatti. Il lavoro, pagato regolarmente circa 300 euro, sarebbe però stato contestato dal pensionato, convinto che non fosse stato realizzato correttamente e costretto a rivolgersi a un altro tecnico per sistemare i problemi.

Da qui sarebbe nata la richiesta di restituzione del denaro, sfociata in un confronto dalle conseguenze fatali.

A confermare la presenza di una discussione nelle ore precedenti al delitto sarebbe stato anche un residente della zona, che ha riferito di aver sentito Mazzotta litigare animatamente con un altro uomo intorno all’ora di pranzo di domenica.

Omicidio del 78enne a Lecce: la pistola modificata, il corpo nascosto nel pozzo e le tracce cancellate

Stando agli elementi raccolti durante le indagini, come riportato da Lecce Prima, Greco si sarebbe presentato armato di una pistola scacciacani modificata, calibro 9 corto, con cui avrebbe esploso un colpo al volto del pensionato. Dopo averlo ucciso, avrebbe trascinato il corpo attraverso il terreno, servendosi presumibilmente di un carrello, per poi gettarlo nel pozzo, profondo circa quattro metri, e richiudere la botola. Gli investigatori ritengono inoltre che il presunto responsabile abbia cercato di eliminare le tracce dell’aggressione lavando con acqua le superfici sporche di sangue, senza riuscire a cancellare la scia ematica rimasta sul terreno. Sarebbe stato portato via anche il dispositivo DVR dell’impianto di videosorveglianza.

Nel corso delle prime fasi dell’inchiesta, l’uomo avrebbe ammesso le proprie responsabilità davanti ai militari, fornendo indicazioni utili per ritrovare la pistola. Successivamente, durante l’interrogatorio alla presenza del pubblico ministero e dei suoi legali, gli avvocati Federico Martella e Francesco Martinese, si è invece avvalso della facoltà di non rispondere.

Per Greco si attende ora l’udienza di convalida del fermo, passaggio decisivo per la valutazione degli indizi raccolti dalla Procura e per chiarire definitivamente la dinamica della morte di Antimo Mazzotta.

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