> > Manifestazioni e scontri durante lo sciopero generale in Italia

Manifestazioni e scontri durante lo sciopero generale in Italia

Manifestazioni e scontri durante lo sciopero generale in Italia

Giornata di mobilitazione nazionale: blocchi stradali, presidi al Colosseo e cariche a Roma, Torino e Mestre durante lo sciopero generale.

Il 30 ottobre 2026 è stato caratterizzato da una vasta mobilitazione nazionale promossa dall’Unione sindacale di base. Lo sciopero generale ha portato in strada manifestazioni in circa 50 città, tra cui Milano, Roma, Torino, Bologna, Mestre e Treviso, con presidi, blocchi della circolazione e momenti di tensione in più piazze.

Le richieste principali dei partecipanti riguardavano il carovita, il riarmo e la difesa dei servizi pubblici; gli slogan scanditi nelle piazze hanno incluso frasi come “Noi produciamo la ricchezza, voi ladri di futuro” e richieste di riconversione delle spese militari verso sanità, istruzione, diritto all’abitare e pensioni.

Milano: occupazione e sgombero della Tangenziale Est

A Milano il corteo è confluito sulla Tangenziale Est (A51), dove i manifestanti hanno occupato la carreggiata per circa tre ore. I partecipanti si sono poi diretti verso piazza Leonardo da Vinci, dove il corteo si è sciolto. In prossimità dello svincolo di Lambrate si sono registrati momenti di tensione quando le forze dell’ordine hanno accompagnato gli ultimi presenti verso l’uscita: ne sono nati cori e discussioni ma non scontri violenti.

La circolazione è tornata regolare nella zona dopo la conclusione del presidio e alcuni ragazzi si sono trattenuti sui prati di piazza Leonardo da Vinci.

Roma: presidio al Colosseo, spezzoni violenti e corteo non autorizzato

La manifestazione romana, partita da piazza dei Cinquecento con una partecipazione segnalata dagli organizzatori di 20mila persone, ha visto inizialmente un presidio stabile in via dei Fori Imperiali e la piantumazione di tende vicino al Colosseo come forma di presidio a oltranza.

Lo slogan predominante è stato rivolto al governo con rivendicazioni sul taglio dei fondi alla difesa.

Disordini in via Claudia e ponte Sisto

Nel pomeriggio uno spezzone non autorizzato ha creato disordini in via Claudia, a poche decine di metri dal Colosseo: una cinquantina di giovani incappucciati ha incendiato cassonetti e lanciato bottiglie di vetro verso le forze dell’ordine. Più tardi un corteo spontaneo partito da Trastevere, composto da circa duemila persone, ha tentato di raggiungere il centro: la testa del corteo è stata respinta sul ponte Sisto con momenti di contatto e il lancio di bottiglie, e la polizia ha effettuato una carica per impedire il passaggio verso Montecitorio.

Presidi e misure di sicurezza intorno alle istituzioni

Per arginare la possibile escalation le forze dell’ordine hanno schierato blindati e agenti intorno a Montecitorio e Palazzo Chigi, chiudendo i ponti sul Tevere e contingentando gli accessi in alcune gallerie e piazze vicine. La stazione Termini è rimasta presidiata da decine di agenti e sono state adottate misure di sicurezza anche attorno al Colosseo, dove studenti avevano simbolicamente occupato l’area nei giorni precedenti.

Torino, Mestre e altre città: cortei, idranti e contusi

A Torino diverse migliaia di persone si sono radunate in piazza Castello per un corteo serale promosso anche dagli occupanti del Campus Einaudi e da Torino per Gaza. In testa allo spezzone campeggiava lo striscione con la scritta “Meloni stiamo arrivando” e il motto “Ogni polo sarà una barricata, noi la guerra non la paghiamo”. Nel corso della giornata si sono registrate alcune cariche di alleggerimento e l’uso di idranti per contenere le tensioni.

A Mestre, durante il corteo studentesco e dei lavoratori, c’è stato un tentativo di sfondamento del cordone di sicurezza alla base di un cavalcavia verso Venezia: l’intervento della polizia con manganelli e scudi ha fermato l’avanzata e sette agenti hanno riportato contusioni e tagli. A Treviso invece alcuni manifestanti hanno lanciato uova colorate contro la sede di Confindustria, azione rivendicata come protesta simbolica contro gli industriali.

Altre città interessate

Nel corso della giornata anche Bologna e Milano hanno visto l’occupazione temporanea delle tangenziali, mentre a Vicenza sono stati azionati idranti per fermare un tentativo di occupazione di una rampa; tre manifestanti sono stati colpiti da lacrimogeni in un’altra città coinvolta nelle proteste. Complessivamente lo sciopero e i cortei hanno registrato mobilitazioni diffuse, con alcune tensioni localizzate ma senza un’escalation uniforme su tutto il territorio.

La giornata del 30 ottobre 2026 lascia un quadro di forte mobilitazione sociale: da un lato presidi e blocchi organizzati per denunciare rincari e scelte di bilancio, dall’altro episodi di scontro che hanno richiesto interventi di ordine pubblico e misure di contenimento nelle aree più critiche.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app