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Morte sull'Autostrada A1: uomo ucciso da un suv dopo essere sceso dall'auto a seguito di un incidente

Morte sull'Autostrada A1: uomo ucciso da un suv dopo essere sceso dall'auto a seguito di un incidente

Episodio dall'esito mortale sull'autostrada A1 che riaccende le polemiche rispetto ai metodi per mettere in sicurezza le aree di incidenti sulle grandi arterie stradali italiane.

Un incidente stradale che pone nuovamente al centro i metodi per segnalare un sinistro agli automobilisti anche in condizioni difficili come l’orario notturno o il fatto di trovarsi su arterie ad alto scorrimento, il posizionamento del triangolo sembra essere lo strumento più efficace per far capire agli altri utenti di fare attenzione ma spesso non basta.

Giovane ucciso sull’A1, gli amici sono risultati illesi

La situazione descritta è da brividi, siamo sulla A1 dopo il casello di Melegnano, una volta ripartiti i cinque giovani sbandano e l’auto va a sbattere contro il jersey, l’impatto non ha gravi conseguenze ma c’è la necessità di segnalare l’impatto agli altri automobilisti.

Chi è a bordo è risultato illeso ma non potendo scendere tutti e quattro hann o incaricato un amico di scendere di posizionare il triangolo segnalatore, quella sarà l’ultima azione che il ragazzo compirà nella sua vita.

Ucciso sull’A1 travolto da un suv, così termina la vita di Thomas Qirjaj

Thomas Qirjaj viveva a Caorso, cittadina nel piacentino ed aveva appena 20 anni, ne avrebbe compiuti 21 il prossimo dicembre.

Si trovava a bordo di una volvo targata svizzera che viaggiava in direzione di San Giuliano Milanese, quando per cause ancora da accertare, come riporta Il Gazzettino, ha sbandato ed è andata a sbattere contro il bordo strada.

Lui decide di scendere e di posizionare il triangolo segnalatore, appena lo sta per apporre viene investito da un suv, guidato da un giovane di 25 anni originario di Modena. Immediato l’intervento dei soccorsi del 118 che lo hanno portato al vicino ospedale di Predabissi.

Purtroppo nonostante l’aiuto dei medici il giovane è spirato. Immediato il cordoglio della sindaca del paese, in passato insegnante del ragazzo che lo ha voluto ricordare portando sostegno alla famiglia avvolta dalla drammatica notizia, il 20enne era figlio unico, ben inserito nel paese dove la madre lavora come operaia, il padre invece lavora in Svizzera, da qui la targa elvetica sul mezzo.

Una tragedia che riaccende il tema della sicurezza, troppo spesso dibattuto ma mai purtroppo fronteggiato concretamente al fine di ridurre al minimo queste fatalità.

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