> > "Sbattuto testa contro porta della caserma", omicidio Mollicone: la svolta

"Sbattuto testa contro porta della caserma", omicidio Mollicone: la svolta

"Sbattuto testa contro porta della caserma", omicidio Mollicone: la svolta

Omicidio Serena Mollicone, le simulazioni con la parrucca e le tracce sui capelli al centro della testimonianza del Ris. Accusa e difesa si scontrano sulle conclusioni.

Le tracce di legno, colla e resina sui nastri adesivi che avvolgevano la testa di Serena Mollicone e i residui individuati sulla porta degli alloggi della caserma di Arce sono al centro della decima udienza del processo d’Appello bis per l’omicidio della 18enne. Il luogotenente del Ris Rosario Casamassima ha illustrato le analisi sui reperti, soffermandosi sui 25 frammenti lignei e sulle compatibilità riscontrate, che sosterrebbero l’ipotesi dell’impatto della testa della giovane contro quella porta.

Una ricostruzione contestata dalla difesa della famiglia Mottola.

Omicidio Serena Mollicone, il Ris in aula: “Frammenti sui capelli compatibili con porta della caserma”

Le analisi effettuate sui reperti del caso di Serena Mollicone tornano al centro del processo d’Appello bis per l’omicidio della giovane di Arce, uccisa nel 2001. Durante la decima udienza, il luogotenente del Ris di Roma Rosario Casamassima, consulente della Procura generale, ha illustrato gli esiti degli accertamenti sui nastri adesivi che avvolgevano la testa della ragazza e sulla porta sequestrata negli alloggi della caserma dei carabinieri.

Come riportato da Frosinone Today, secondo quanto riferito dall’esperto, i frammenti di legno, colla e resina individuati sui reperti presentano caratteristiche «indistinguibili» da quelle dei materiali presenti sulla porta. Una corrispondenza che, secondo il sottufficiale, emerge anche dalla valutazione complessiva delle indagini tecnico-scientifiche: «Il complesso delle indagini condotte supporta l’ipotesi che la porta in sequestro sia la superficie con la quale ha impattato».

Casamassima ha precisato di non voler formulare ricostruzioni autonome, ma di limitarsi a esporre quanto emerso dagli esami. In particolare, ha richiamato il ritrovamento di 25 frammenti lignei sui nastri adesivi e di cinque schegge posizionate proprio tra il materiale adesivo e i capelli di Serena, escludendo che gli elementi rilevati siano riconducibili a una contaminazione accidentale. Tra le tracce analizzate figurerebbe anche un residuo di vernice bianca con punteggiature marroni di ruggine, compatibile con un campione repertato tra i capelli della 18enne e con materiali prelevati nell’alloggio della caserma.

Processo Serena Mollicone: le simulazioni con la parrucca e lo scontro tra accusa e difesa

Come sottolineato da Frosinone Today, gli accertamenti sono stati condotti attraverso simulazioni d’impatto con l’impiego di una parrucca: secondo Casamassima, le schegge di legno possono rimanere intrappolate tra i capelli, mentre la componente resinosa tende più facilmente a scivolare via. L’esperto ha inoltre richiamato la disposizione dei cinque frammenti rinvenuti tra i capelli e il nastro adesivo, ritenendola un elemento significativo nell’interpretazione dei risultati.

Le conclusioni hanno suscitato valutazioni opposte tra le parti. I legali della famiglia Mollicone, gli avvocati Antonio Iafrate e Federica Nardoni, hanno sostenuto che gli accertamenti rafforzino la ricostruzione accusatoria, secondo cui Serena sarebbe entrata nella caserma di Arce senza più uscirne. Di diverso avviso il difensore dei Mottola, Fabio Quadrini, che ha contestato il lavoro del consulente, parlando di un tentativo di adattare i risultati alla teoria investigativa e sostenendo che la porta non sarebbe stata il mezzo lesivo.

Nel procedimento sono imputati Franco Mottola, ex comandante della caserma, la moglie Annamaria e il figlio Marco, già assolti in due precedenti gradi di giudizio. La Corte è ora chiamata a valutare nuovamente l’intero quadro probatorio. La prossima udienza è fissata per il 18 novembre, quando saranno ascoltate la dottoressa Pilli e nuovamente i consulenti Carmelo Lavorino e Di Mille.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app