Istanbul, 30 ago. (askanews) – Città aperta sul mare, sospesa fra oriente e occidente, illuminata dalla magia del Bosforo: nel panorama di Istanbul
Città aperta sul mare, sospesa fra Europa e Asia, illuminata dalla magia del Bosforo: nel panorama di Istanbul i traghetti collegano due continenti, due mondi e sono simbolo della sua vocazione cosmopolita.
Le navi bianche che scivolano sull’azzurro dello stretto resistono alla concorrenza di ponti e metro nonostante acque sempre più affollate. Da quasi due secoli i “vapuri” stambulioti servono almeno 40 milioni di passeggeri all’anno per la principale compagnia, ehir Hatlar con oltre 850 collegamenti quotidiani.
“Istanbul senza i suoi traghetti sarebbe impensabile” dice Adib Bali, giornalista e specialista dei traghetti stambulioti. “Un traghetto bianco che scivola sull’acqua deve sempre esserci in un film su Istanbul, come la torre di Leandro e un gabbiano”.
Però il trasporto marittimo è cambiato parecchio: i traghetti oggi rappresentano soltanto il 3% del trasporto urbano. La città ha tre ponti sul Bosforo, diverse linee di metropolitana, tunnel sottomarini per le automobili, tutte opzioni più rapide.
Il capitano Ekrem Ozcelik è orgoglioso di essere al comando del traghetto Pasabahce, ma spiega che il traffico dello stretto pone diversi pericoli:
“I viaggi intercontinentali sono aumentati, come anche il numero dei battelli privati, e anche la nostra flotta si è allargata. Ma siamo professionisti”.
E se visitate Istanbul, un giro sul Bosforo è il modo migliore per immergersi in questo mondo sospeso fra Oriente e Occidente e per ammirare la città dall’acqua in tutto il suo splendore.
Perché come dice questo passeggero, in mare si scorda tutto, anche se sei stanco, sali sul traghetto e dimentichi tutto