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Caso Petrecca, il Quirinale rompe il silenzio e replica a Lilli Gruber: "Mai chieste sanzioni ai giornalisti RAI"

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Il Quirinale risponde sul caso Petrecca: smentite le presunte pressioni sui giornalisti Rai sollevate dal programma di Lilli Gruber.

Negli ultimi giorni, il caso Petrecca ha posto il Quirinale al centro di una polemica mediatica in seguito ad alcune affermazioni emerse durante la trasmissione Otto e Mezzo di Lilli Gruber, che ipotizzavano presunte pressioni sui giornalisti della Rai. La Presidenza della Repubblica ha deciso di intervenire con una lettera formale per chiarire la propria posizione.

Il Quirinale risponde a Otto e Mezzo: smentite le accuse su Bulbarelli e le Olimpiadi

Come riportato dall’Adnkronos, l’ufficio stampa della Presidenza della Repubblica è intervenuto con una lettera formale per smentire le recenti affermazioni diffuse durante la trasmissione Otto e Mezzo. Al centro della polemica c’erano anticipazioni sul video relativo alle Olimpiadi di Milano-Cortina, giudicate non concordate dall’istituzione.

In particolare, hanno suscitato reazioni negative le parole di Marco Travaglio, che aveva dichiarato: Abbiamo visto le più alte cariche dello Stato occuparsi dei palinsesti televisivi. Il Quirinale che fa sapere che non gli va bene Bulbarelli come telecronista perché ha dato una notizia vera, cioè che Mattarella sarebbe andato all’inaugurazione delle Olimpiadi”.

La risposta del Quirinale, netta e priva di ambiguità, definisce tali ricostruzioni come notizia falsa e gravemente lesiva dell’immagine dell’istituzione, sottolineando come la vicenda abbia toccato un nervo scoperto. La lettera sarebbe stata inviata direttamente a Lilli Gruber, segnalando l’urgenza di chiarire la posizione ufficiale e prevenire interpretazioni errate da parte del pubblico.

Il Quirinale replica a Lilli Gruber sul caso Petrecca: “Mai chieste sanzioni ai giornalisti RAI”

Nella missiva, l’ufficio stampa chiarisce che in undici anni di presidenza Sergio Mattarella non ha mai richiesto alla Rai interventi sui giornalisti o conduttori, né sostituzioni o sanzioni, ribadendo la totale autonomia dei professionisti dell’informazione. Il comunicato sottolinea inoltre che l’intervento del Quirinale si è limitato a ricordare che la diffusione di informazioni ufficiali su eventi pubblici, come la cerimonia di apertura delle Olimpiadi, dovrebbe essere concordata con l’ufficio stampa stesso. La nota si chiude con un’affermazione netta: Tutto il resto sono illazioni prive di fondamento, che si respingono con determinazione”.

Come sottolinea il comunicato, si tratta di “una precisazione che abbraccia l’intero mandato del Presidente”, voluta per chiarire una volta per tutte che l’istituzione non si muove per colpire singoli professionisti, proteggendo così la credibilità della televisione pubblica e dei giornalisti che vi operano.

 

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