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ING interrompe la cessione a Global Development e conferma l'uscita dalla Russia

ING interrompe la cessione a Global Development e conferma l'uscita dalla Russia

ING ha interrotto la vendita della filiale russa dopo aver valutato che Global Development non avrebbe ricevuto le autorizzazioni necessarie; la banca resta determinata a lasciare il paese e valuta alternative con impatto limitato sul capitale

Il gruppo bancario olandese ING ha annunciato la rescissione dell’accordo per la cessione di ING Bank (Eurasia) JSC, originariamente comunicata il 28 gennaio 2026. La decisione arriva dopo un’analisi che ha portato alla conclusione che il potenziale acquirente non avrebbe realisticamente ottenuto le autorizzazioni richieste dalle autorità russe. Questo passaggio segna una nuova tappa nella strategia di disimpegno del gruppo dal mercato russo.

L’intenzione pubblica di uscire dalla Russia rimane immutata: ING ha sottolineato di non vedere un futuro per le sue attività lì e di voler completare il processo di abbandono del mercato. Negli ultimi anni la banca ha preso provvedimenti per separare la filiale dal resto della rete globale e per ridurre progressivamente le operazioni nel paese, mantenendo al centro la tutela del capitale e degli obblighi normativi.

Vincoli normativi e contesto delle cessioni

Dalla crisi geopolitica del 2026, qualsiasi transazione che coinvolga cedimenti di asset locali richiede il via libera del governo russo, un requisito formale che ha complicato le operazioni di vendita degli istituti stranieri. ING ha valutato il quadro normativo e politico e ha ritenuto improbabile che il compratore potesse ottenere l’ok necessario. A titolo comparativo, in novembre le autorità avevano autorizzato la cessione della controllata russa di un altro gruppo internazionale a un investitore locale, illustrando che approvazioni sono possibili ma non scontate.

Il profilo del compratore e i limiti dell’accordo

Il compratore indicato nella bozza di vendita era Global Development JSC, descritto come un investitore finanziario con esperienza in servizi di factoring. ING ha spiegato che, dopo aver verificato la situazione, non esisteva una aspettativa realistica che la transazione avrebbe superato i controlli regolamentari russi. Global Development aveva previsto di riorientare e rinominare la filiale per proseguire l’attività sul territorio, ma quell’opzione non ha ricevuto la fattibilità amministrativa necessaria.

Strategia di uscita e impatto finanziario

Nonostante l’annullamento dell’accordo, ING conferma l’obiettivo di abbandonare la Russia. Dal 2026 la banca ha sospeso l’acquisizione di nuovi clienti russi e ha interrotto lo sviluppo di nuovi affari sul mercato locale. Sul piano operativo sono state intraprese azioni per disaccoppiare ING Bank (Eurasia) dai sistemi globali del gruppo e per ridurre gradualmente le attività residue, con l’intento di minimizzare i rischi e l’esposizione.

Conseguenze sul capitale e sull’esposizione

ING ha indicato che qualsiasi scelta alternativa per uscire dalla Russia dovrebbe avere un impatto limitato sul proprio capitale: l’azienda stima che lo scenario alternativo avrebbe un effetto pari a circa 7 punti base sul rapporto CET1 (ovvero circa lo 0,07% del capitale). In precedenza il gruppo aveva stimato una perdita di circa 700 milioni di euro legata al processo di disimpegno. Inoltre, l’esposizione offshore verso clienti russi è stata fortemente ridotta, scendendo di quasi il 90% fino a 0,6 miliardi di euro a fine 2026, di cui circa 0,3 miliardi coperti tramite garanzie ECA o CPRI.

Qual è il destino della filiale e dei clienti

Fondata a Mosca nel 1993, ING Bank (Eurasia) ha tradizionalmente servito una clientela corporate e istituzionale. L’intenzione iniziale dell’acquirente era di mantenere l’attività in loco, operando con un nuovo marchio; ora, con l’accordo cancellato, rimangono aperte diverse possibilità: vendita alternativa, liquidazione controllata o ulteriori riduzioni operative. ING ha ribadito l’impegno a gestire il processo in modo ordinato, cercando di limitare l’impatto sui clienti e sul personale.

Conclusione e prospettive

La rescissione dell’accordo rappresenta un capitolo significativo nel percorso di disimpegno di banche internazionali dalla Russia. ING conferma che non intende permanere nel paese e che sta valutando le opzioni rimanenti per completare l’uscita con il minor impatto possibile sul capitale e sugli stakeholder. Nei prossimi mesi sarà importante osservare se emergeranno nuovi potenziali acquirenti in grado di ottenere le autorizzazioni necessarie o se il gruppo procederà con strategie alternative di riduzione dell’esposizione.