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Kremlin concorda con Trump: Zelensky ostacola la tregua in Ucraina

Kremlin concorda con Trump: Zelensky ostacola la tregua in Ucraina

Il Kremlin ha dichiarato di condividere la posizione di Donald Trump contro Volodymyr Zelensky, alimentando una nuova tensione tra Mosca, Washington e Bruxelles.

Venerdì scorso il Kremlin ha espresso un consenso totale alle dure parole del presidente statunitense Donald Trump nei confronti del capo dello Stato ucraino, Volodymyr Zelensky. Le dichiarazioni, avvenute in un momento di crescente stallo diplomatico, hanno messo in luce il diverbio su chi, tra le due parti, sia realmente responsabile del mancato avanzamento di un accordo di pace.

Il dialogo tra Washington e Kiev resta infatti segnalato come sempre più complesso, mentre le autorità europee cercano di mediare il conflitto per evitare un peggioramento dell’instabilità nella regione durante la stagione invernale.

Dichiarazioni del portavoce del Kremlin

Durante la consueta conferenza stampa quotidiana, il portavoce Dmitry Peskov ha sottolineato che “il fatto che Zelensky non voglia assumersi la responsabilità e avviare un processo di risoluzione pacifica è inequivocabile”.

L’interlocutore ha aggiunto che la posizione russa è in pieno allineamento con la visione espressa da Donald Trump ribadendo così un legame politico tra Mosca e la Casa Bianca su questo punto specifico.

Le accuse di Trump in intervista a Newsmax

L’ex presidente americano, nel corso di un’intervista con il canale Newsmax ha affermato che il conflitto potrebbe trovare una fine con una tregua solo se Volodymyr Zelensky dovesse dimettersi dal suo ruolo.

“Non vuole negoziare. Dice di voler negoziare, ma non lo fa”, ha sostenuto Trump, riferendosi a un conflitto che dura da più di quattro anni e mezzo.

Trump ha inoltre osservato che, sebbene entrambi i leader – Vladimir Putin e Zelensky – manifestino il desiderio di vedere la guerra finire, egli considera Zelensky più difficile da trattare rispetto a Putin. Questa valutazione, puramente soggettiva, aggiunge un ulteriore strato di tensione alle già complesse dinamiche diplomatiche.

Contesto geopolitico e reazioni europee

Nel frattempo, il presidente russo Vladimir Putin mantiene la sua condizione pregressa: l’intera regione di Donetsk deve tornare sotto controllo russo prima di qualsiasi accordo di cessate il fuoco. Fonti vicine al Cremlino hanno indicato, già lo scorso mese, che le forze russe mirano al completo dominio di Donetsk entro la fine di.

Parallelamente, i leader europei, riuniti a Bruxelles, hanno espresso un sostegno incondizionato a Volodymyr Zelensky mentre l’inverno si avvicina, tentando di mitigare la crescente spaccatura tra Washington e Kyiv. Nonostante la posizione pubblica di solidarietà, è stato riferito che gli stessi funzionari europei stanno valutando di consigliare, in modo riservato, il presidente ucraino di attenuare le sue critiche aperte nei confronti di Donald Trump al fine di evitare ulteriori fratture nella coalizione anti-russo.

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