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La Russia chiede la liberazione di Maduro dopo l'intervento militare degli Stati Uniti in Venezuela

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L'intervento degli Stati Uniti in Venezuela ha provocato una reazione intensa da parte della Russia.

Il recente intervento militare degli Stati Uniti in Venezuela ha sollevato un’ondata di preoccupazione e condanne a livello globale. La cattura di Nicolás Maduro, insieme alla moglie, da parte delle forze statunitensi, ha suscitato forti reazioni da Mosca, che ha immediatamente richiesto il loro rilascio.

Il ministero degli Esteri russo ha emesso una dichiarazione ufficiale, esprimendo la necessità di una soluzione diplomatica per risolvere le tensioni in corso.

“Esortiamo i leader statunitensi a riconsiderare la loro posizione e a restituire i diritti al legittimo presidente di un paese sovrano,” si legge nel comunicato.

Le reazioni internazionali all’attacco

Il presidente americano Donald Trump ha descritto l’operazione come una “manovra brillante”, affermando che Maduro e la moglie erano stati catturati nel corso di un attacco aereo su Caracas. Questo intervento è stato giustificato da Washington come una risposta necessaria per combattere il narco-terrorismo e ripristinare la stabilità in Venezuela.

In seguito all’attacco, il ministro della Difesa venezuelano, Vladimir Padrino López, ha denunciato l’operazione come una “invasione” e ha promesso che il Venezuela resisterà a qualsiasi presenza di truppe straniere sul suo suolo. Le autorità venezuelane stanno ora cercando di valutare i danni e il numero di vittime causati dagli attacchi.

Il ruolo della Russia nel conflitto

La Russia, storicamente alleata del Venezuela, ha manifestato solidarietà nei confronti di Caracas. Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha avuto una conversazione telefonica con la vicepresidente venezuelana Delcy Rodríguez, ribadendo l’impegno della Russia a sostenere il governo di Maduro. Inoltre, Mosca ha chiesto una riunione d’emergenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per discutere l’aggressione statunitense.

Nonostante le tensioni, la Russia si è affrettata a garantire che la propria ambasciata a Caracas continua a operare normalmente e rimane in contatto con i cittadini russi in Venezuela. D’altro canto, alcune fonti non confermate hanno suggerito che la vicepresidente Rodríguez si trovasse a Mosca in quel momento, notizia che è stata prontamente smentita dalle autorità russe.

Le prospettive future per il Venezuela

Il futuro del governo venezuelano appare incerto dopo gli eventi recenti. Secondo la Costituzione venezuelana, in caso di assenza del presidente, i poteri dovrebbero passare al vicepresidente. Tuttavia, la richiesta di prove della vita di Maduro da parte di Rodríguez evidenzia la confusione che regna nel paese. L’opposizione, che ha sempre contestato la legittimazione di Maduro, sta vedendo questo momento come un’opportunità per cercare di affermare il proprio potere.

Si ipotizza anche un possibile crollo del regime, con figure di opposizione come Edmundo González Urrutia che potrebbero emergere come candidati per la presidenza. González, attualmente in esilio, ha già ricevuto il supporto di leader dell’opposizione come María Corina Machado, che ha promesso una transizione pacifica verso un nuovo governo.

Le reazioni dell’opposizione e dei militari

Il ministro Padrino López ha avvertito che l’invasione statunitense rappresenta una delle più grandi offese mai subite dal paese e ha promesso che il Venezuela opporrà resistenza a qualsiasi ingerenza esterna. In questo contesto, il sostegno della Russia diventa cruciale per il governo di Maduro, sebbene non possa da solo contrastare le pressioni esercitate dagli Stati Uniti e dai loro alleati.

La situazione attuale in Venezuela è quindi estremamente delicata, con un equilibrio instabile tra le forze interne ed esterne. Gli sviluppi futuri dipenderanno non solo dalle azioni delle autorità venezuelane, ma anche dalle reazioni della comunità internazionale, in particolare da parte di Mosca e Washington.