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Laura Pausini smentisce le accuse di satanismo legate all'inno dei Mondiali 2026

Laura Pausini smentisce le accuse di satanismo legate all'inno dei Mondiali 2026

Laura Pausini ha chiarito il significato del brano Desire, cantato alla finale dei Mondiali 2026, smentendo le accuse di satanismo circolate sui social.

La finale dei Mondiali 2026 al MetLife Stadium nel New Jersey è stata un evento memorabile non solo per lo spettacolo sportivo, ma anche per le esibizioni musicali che l’hanno accompagnata. Tra queste, quella di Laura Pausini ha scatenato una serie di polemiche sui social media, con accuse di satanismo legate al brano Desire, l’inno ufficiale della FIFA.

Il brano, cantato insieme a Robbie Williams e Nicole Scherzinger, ha suscitato l’attenzione di alcuni utenti che hanno interpretato alcuni versi come riferimenti esoterici. Laura Pausini ha deciso di rispondere a queste accuse, chiarendo il vero significato del brano e il contesto in cui è stato scritto.

Le accuse di satanismo e la risposta di Laura Pausini

Su piattaforme come X e TikTok sono apparsi numerosi post che accusavano Laura Pausini di aver inneggiato al Diavolo durante la sua esibizione. Alcuni utenti hanno interpretato versi come “Se il diavolo arriva, non lo faremo aspettare” come riferimenti esoterici, scatenando una serie di polemiche.

Laura Pausini ha risposto a queste accuse attraverso una serie di storie su Instagram, spiegando che il brano Desire parla di amore e unità, e che il riferimento al Diavolo è una metafora dell’odio.

“La canzone dice che desideriamo che l’amore vinca sull’odio. L’odio, in alcune parti del brano, è rappresentato figurativamente dal Diavolo, perché il Diavolo è odio, non è amore, non è luce, non è pace, non è nulla di tutto questo”, ha dichiarato la cantante.

Il significato di Desire

Laura Pausini ha sottolineato che Desire è un brano che parla di pace e unità, e che il riferimento al Diavolo è una metafora dell’odio. “La canzone dice: ‘Quando il Diavolo ci guarderà, avremo il coraggio’. Il coraggio di essere persone forti e di lottare contro tutto questo, cioè contro l’odio. Poi prosegue dicendo: ‘La nostra legge è l’amore e arde come il fuoco che vedo’. Il fuoco della malvagità brucia con forza, ma anche l’amore brucia con forza, anzi ancora di più”, ha spiegato.

La cantante ha anche chiarito che il brano non contiene messaggi nascosti e che il suo significato è piuttosto evidente. “Tutta la canzone parla di questo, quindi non capisco come possa essere fraintesa, perché il suo significato è piuttosto chiaro. Inoltre, non vuole offendere nessuno, anzi: vuole trasmettere amore, luce e pace. Vuole dire che l’odio non dovrebbe esistere nell’essere umano”, ha aggiunto.

La cerimonia di chiusura dei Mondiali 2026

La finale dei Mondiali 2026 è stata un evento di portata globale, con una cerimonia di chiusura che ha visto la partecipazione di numerosi artisti internazionali. Oltre a Laura Pausini, Robbie Williams e Nicole Scherzinger, hanno partecipato anche Post Malone, Tom Cruise e lo streamer IShowSpeed.

La cerimonia è stata organizzata con un’impronta spiccatamente americana, mescolando gli elementi tipici di un grande evento sportivo con il ritmo di un vero e proprio concerto pop. La produzione è stata affidata all’italiana Balich Wonder Studio, garanzia di coreografie ed effetti visivi colossali per i centinaia di milioni di spettatori collegati da tutto il mondo.

Laura Pausini ha anche parlato del suo legame con Spagna e Argentina, due Paesi ai quali si sente profondamente legata. La cantante ha descritto Spagna e Argentina come una sorta di famiglia allargata, trasformando un semplice profilo di artista in un elemento umano e riconoscibile in una delle notti più importanti per il calcio mondiale.

Un episodio che dimostra come l’arte possa essere fraintesa, ma anche come la verità possa emergere con forza e lucidità.

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