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"Lodava i tagliagole", cittadino straniero rimpatriato: era pronto al martirio

"Lodava i tagliagole", cittadino straniero rimpatriato: era pronto al martirio

Sono 13 gli stranieri rimpatriati dall’Italia: quasi tutti avevano precedenti penali o di polizia, mentre un 23enne è stato espulso per motivi legati alla prevenzione del terrorismo.

Un 23enne nordafricano è stato rimpatriato dall’Italia dopo un provvedimento di espulsione legato alla sicurezza nazionale e alla prevenzione del terrorismo. Il giovane, arrivato a Trieste con un visto per motivi di studio, sarebbe finito sotto osservazione per alcuni contenuti pubblicati sui social network, ritenuti ostili verso l’Occidente e favorevoli ad Hamas. L’operazione ha coinvolto complessivamente 13 cittadini stranieri, accompagnati nei rispettivi Paesi d’origine.

Rimpatriato un 23enne segnalato per terrorismo: al centro dell’indagine i contenuti pubblicati sui social

Un giovane nordafricano di 23 anni, nato nel 2003 e arrivato in Italia per motivi di studio, è stato espulso e rimpatriato insieme ad altri dodici cittadini stranieri nell’ambito di un’operazione coordinata dalla Direzione centrale dell’Immigrazione e della Polizia delle Frontiere, con il supporto dell’Agenzia Frontex.

Come riportato da Libero Quotidiano, il trasferimento è avvenuto con un volo charter diretto verso il Paese d’origine, sotto la scorta di personale specializzato della Pubblica sicurezza. Il provvedimento nei confronti del ragazzo era stato disposto dal ministro dell’Interno il 9 ottobre 2026, per ragioni legate alla sicurezza dello Stato e alla prevenzione del terrorismo.

Secondo quanto riferito dalla Polizia, il giovane avrebbe diffuso ripetutamente sui propri profili social messaggi ostili verso i Paesi occidentali e contenuti che incitavano alla violenza contro cittadini e obiettivi europei. La sua condotta sarebbe stata indicativa di un «marcato risentimento nei confronti dell’Ue, compresa l’Italia», come si legge nella comunicazione ufficiale delle autorità.

Alcune indiscrezioni di Libero riferiscono inoltre che fosse in possesso di un permesso di soggiorno, successivamente revocato nell’ambito del procedimento che ha portato alla sua espulsione. Tra i contenuti che gli vengono attribuiti ci sarebbero pubblicazioni favorevoli ad Hamas e alle sue milizie, oltre a messaggi relativi agli attacchi del 7 ottobre e alla cosiddetta «resistenza». Altri post, risalenti allo scorso luglio, avrebbero contenuto attacchi contro gli arabi cristiani e minacce rivolte anche a istituzioni internazionali, tra cui il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Rimpatriati anche altri 12 cittadini nordafricani: quasi tutti avevano precedenti

Il giovane è stato trasferito all’estero nell’ambito di un intervento più ampio che ha coinvolto complessivamente 13 cittadini nordafricani, accompagnati nei rispettivi Paesi con un volo charter. L’attività è stata organizzata dalla Direzione centrale dell’Immigrazione e della Polizia delle Frontiere, con il contributo di Frontex e il coinvolgimento di agenti incaricati di garantire la sicurezza durante il viaggio. Stando alle informazioni diffuse il 14 ottobre dalla Polizia di Stato, la maggior parte delle persone rimpatriate risultava avere precedenti penali o segnalazioni di polizia per reati contro la persona e il patrimonio.

La procedura è stata monitorata da un rappresentante del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale e da un delegato del Fundamental Rights Office di Frontex, organismo che si occupa del rispetto dei diritti fondamentali nelle attività dell’Agenzia europea.

L’operazione si inserisce nel quadro delle misure adottate dalle autorità italiane per contrastare l’immigrazione irregolare e dare esecuzione ai provvedimenti di espulsione. Secondo i dati riportati nella ricostruzione della vicenda, dall’inizio del 2026 i rimpatri avrebbero superato quota 6.800.

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