La confessione di Gianni Di Vita riporta al centro dell’attenzione la sua vita privata e il rapporto con la moglie Antonella Di Ielsi, morta insieme alla figlia Sara dopo un sospetto avvelenamento da ricina a Pietracatella, in Molise. L’ex sindaco avrebbe ammesso di aver avuto una relazione extraconiugale, facendo emergere nuovi dettagli sulla crisi coniugale e sugli ultimi mesi della coppia.
La crisi coniugale e il messaggio di Antonella: “Aiutami a trovare un avvocato divorzista”
Che il matrimonio tra Gianni Di Vita e Antonella Di Ielsi attraversasse un periodo difficile emergerebbe anche da una conversazione WhatsApp del 2018, recuperata dagli investigatori dal cellulare della donna. “Aiutami a trovare un avvocato divorzista“, avrebbe scritto Antonella a un’amica, manifestando l’intenzione di valutare la separazione.
La destinataria del messaggio, inizialmente, non avrebbe confermato la circostanza durante l’audizione in Questura, per poi riferirne il contenuto dopo essere stata indagata per favoreggiamento.
Un altro elemento riguarda il 22 dicembre, quando il marito della donna con cui Di Vita avrebbe avuto una relazione avrebbe incontrato Antonella, scambiando con lei anche alcuni messaggi.
La data è al centro degli approfondimenti perché il giorno successivo, il 23 dicembre, viene considerato quello più probabile per l’avvelenamento. Interpellato dal Corriere della Sera al cimitero del paese, Di Vita aveva dichiarato: “Non ho mai pensato di essere il bersaglio“, escludendo di aver immaginato che qualcuno potesse voler uccidere la moglie e la figlia. Sull’inchiesta aveva infine aggiunto: “Lasciamo fare agli investigatori, sanno molte più cose di quello che immaginiamo“.
Madre e figlia avvelenate con la ricina a Pietracatella: Gianni Di Vita confessa il tradimento
«Sì, ho tradito mia moglie». È l’ammissione attribuita a Gianni Di Vita, marito di Antonella Di Ielsi e padre di Sara Di Vita, morte dopo un sospetto avvelenamento da ricina a Pietracatella, in Molise. Come riportato dal Corriere della Sera, l’ex sindaco avrebbe confermato la relazione extraconiugale dopo diversi interrogatori, arrivando a fare anche il nome dell’altra donna, una persona sposata il cui marito sarebbe stato ascoltato più volte dagli investigatori. La confessione, secondo le indiscrezioni del Corriere, sarebbe contenuta in un verbale delle sommarie informazioni testimoniali raccolte nell’ambito dell’inchiesta.
La relazione clandestina rappresenta uno degli aspetti al vaglio degli inquirenti, impegnati a ricostruire i rapporti personali e familiari delle due vittime. Al momento, tuttavia, non è stato chiarito chi abbia provocato l’avvelenamento e l’inchiesta resta senza indagati.
