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Morte avvelenate a Pietracatella, perquisizioni in tre scuole: 155 computer sotto esame

Morte avvelenate a Pietracatella, perquisizioni in tre scuole: 155 computer sotto esame

Giallo di Pietracatella, nuove perquisizioni in tre scuole per fare luce sulla morte di Sara Di Vita e della madre Antonella Di Ielsi, avvelenate con la ricina: 155 computer sotto esame per individuare eventuali ricerche sul veleno.

Proseguono le indagini sul giallo di Pietracatella, dove a dicembre sono morte Sara Di Vita e la madre Antonella Di Ielsi, avvelenate con la ricina. La Procura di Larino pare abbia disposto perquisizioni informatiche in tre scuole del Molise: gli investigatori passeranno al setaccio 155 computer per verificare eventuali ricerche sulla sostanza tossica e raccogliere nuovi elementi utili all’inchiesta.

Le verifiche sui computer e i legami con la famiglia Di Vita

L’attenzione degli investigatori si estende alle persone che gravitano attorno alla famiglia delle vittime. Come sottolineato dall’Ansa, all’istituto Agrario di Riccia lavora il marito della professoressa amica di Gianni Di Vita, padre di Sara e marito di Antonella.

La donna, che ha insegnato al liceo Scientifico della stessa località, è già stata ascoltata dagli inquirenti e nelle scorse settimane è stata protagonista di un confronto con l’ex sindaco di Pietracatella, durato oltre sei ore negli uffici della questura di Campobasso. L’incontro sarebbe servito ad approfondire le incongruenze emerse nelle rispettive ricostruzioni dei fatti.

Anche il marito dell’insegnante è stato sentito più volte come persona informata sui fatti, in relazione a presunti contatti e a un possibile incontro con Antonella Di Ielsi nei giorni precedenti al 23 dicembre.

Nel corso della trasmissione La Vita in diretta su Rai 1, la scrittrice Elisabetta Cametti ha ipotizzato che gli investigatori abbiano già individuato alcune piattaforme sulle quali sarebbero state effettuate ricerche ritenute sospette. «Hanno individuato la zona e hanno capito che molto probabilmente si tratta di computer con accesso a più persone», ha spiegato, sottolineando la necessità di identificare i dispositivi utilizzati e confrontare i risultati con altri elementi investigativi.

Tra questi potrebbero rientrare le geolocalizzazioni dei telefoni cellulari e degli altri dispositivi riconducibili alle persone coinvolte negli accertamenti. «Ormai è chiaro che stiamo parlando di una pista di persone assolutamente di prossimità», ha concluso Cametti.

Morte avvelenate con la ricina, disposta una perquisizione a scuola: le novità

Come riportato dall’Ansa, le indagini sulla morte di Sara Di Vita e della madre Antonella Di Ielsi, decedute a dicembre dopo essere state avvelenate con la ricina a Pietracatella, in provincia di Campobasso, si concentrano anche sui dispositivi informatici di tre istituti scolastici del Molise.

Stando alle ultime indiscrezioni, la Procura di Larino avrebbe disposto una serie di perquisizioni per verificare se dai computer delle scuole siano state effettuate ricerche sulla sostanza tossica responsabile della morte delle due donne. Gli accertamenti, affidati agli agenti della Squadra Mobile di Campobasso e dello Sco, interesseranno complessivamente 155 computer, distribuiti tra il liceo Classico di Campobasso, l’istituto Agrario di Riccia e il liceo Scientifico della stessa cittadina.

Nel dettaglio, le operazioni partiranno martedì 13 ottobre dall’istituto Agrario, dove saranno esaminati 71 dispositivi, per proseguire mercoledì 14 ottobre alle 9 al liceo Scientifico di Riccia, con 21 computer, e concludersi giovedì 15 ottobre alle 9 al liceo Classico di Campobasso, dove sono presenti altri 63 pc. Quest’ultimo istituto è stato frequentato fino allo scorso anno dalle sorelle Sara e Alice Di Vita.

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