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Makoko: Demolizioni e Violazione dei Diritti nella Comunità Galleggiante

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La demolizione delle abitazioni a Makoko ha generato un'emergenza sociale senza precedenti, evidenziando la necessità di interventi urgenti e strategie sostenibili per affrontare le sfide abitative nella comunità.

La comunità di Makoko, conosciuta come la Venezia d’Africa, si trova a Lagos e ospita circa 200.000 persone. Questa storica località di pescatori, costruita su palafitte, sta affrontando una crisi senza precedenti a causa delle demolizioni forzate ordinate dal governo locale. A partire dalla fine di dicembre, oltre 3.000 abitazioni sono state abbattute, lasciando migliaia di famiglie senza un tetto.

La demolizione e le sue conseguenze

Il 30enne Tunde Agando, mentre tornava a casa in canoa, ha assistito impotente alla distruzione della sua abitazione. “Quando ho visto l’escavatore, ho capito che tutto ciò che avevo, compresi i miei strumenti da lavoro, stava per essere perso nel lago”, racconta con tristezza. La reazione della comunità è stata immediata, ma ha incontrato la violenza della polizia, che ha risposto con gas lacrimogeni.

La vita dopo le demolizioni

Oggi, molti residenti come Agando vivono in condizioni precarie, rifugiandosi presso amici o in spazi temporanei. La mancanza di un piano di risarcimento o di ricollocazione ha aggravato una situazione già difficile, mentre la comunità cerca di raccogliere i pezzi delle proprie vite. “Non abbiamo un posto dove andare, tutto ciò che avevamo è andato”, afferma Phoebe Ekpoesi, madre di tre figli, che ha perso la sua casa e il suo lavoro. Le famiglie sono costrette a vivere in situazioni di emergenza, con un futuro incerto.

Un contesto di ingiustizia sociale

Queste demolizioni non sono un caso isolato, ma parte di una storia più ampia di espulsioni forzate che colpiscono le comunità povere di Lagos. La giustificazione ufficiale del governo si basa su presunti problemi di sicurezza legati alla vicinanza delle abitazioni a linee elettriche ad alta tensione. Tuttavia, le organizzazioni non governative denunciano che le demolizioni si sono estese ben oltre il limite dichiarato di 100 metri, colpendo aree che si trovano fino a 500 metri all’interno della comunità.

La lotta per i diritti umani

Attivisti e leader comunitari come Innocent Ahisu sottolineano la necessità di un approccio più umano da parte delle autorità. “Dobbiamo essere visti come esseri umani, non come ostacoli allo sviluppo”, afferma. La mancanza di dialogo e di consultazione preventiva ha portato a una crisi che ha distrutto non solo case, ma anche reti sociali e opportunità economiche.

Il futuro di Makoko

La situazione a Makoko è rappresentativa di un problema più ampio di classismo e violazione dei diritti. Le comunità vulnerabili sono spesso escluse dalle decisioni che riguardano i loro territori, mentre il governo sembra favorire interessi privati a scapito della popolazione. Gli attivisti avvertono che le recenti demolizioni possono segnare la perdita di un patrimonio culturale unico e di storie che meritano di essere preservate.

In un contesto di crescente crisi abitativa, si fa urgente un ripensamento delle politiche urbane che promuovano l’inclusione piuttosto che l’esclusione. Il governo dovrebbe considerare soluzioni abitative miste che garantiscano un tetto a tutti, non solo ai più abbienti. La lotta per i diritti umani a Makoko continua, con la speranza che i residenti possano un giorno recuperare non solo le loro case, ma anche la loro dignità.