Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha formalizzato le proprie indicazioni per il rinnovo dei consigli di amministrazione di quattro grandi società partecipate quotate: Leonardo, Enel, Eni e Enav. Le liste sono state depositate in vista delle rispettive assemblee degli azionisti convocate nelle date già comunicate: Eni (6 maggio), Leonardo (7 maggio), Enel (12 maggio) e Enav (14 maggio).
In qualità di azionista, il Mef ha esercitato il proprio ruolo proponendo candidature che confermano alcuni manager e ne rilanciano altri, con scelte che combinano continuità industriale e momenti di discontinuità.
Le operazioni concrete riflettono inoltre il profilo delle partecipazioni: il Mef detiene il 23,59% di Enel, il 53,28% di Enav e il 30,2% di Leonardo; per Eni la partecipazione diretta è del 2,16%, a cui si aggiungono quote tramite la Cassa depositi e prestiti per il 30,91% (con la CDP stessa partecipata al 82,77% dal Mef).
Questi numeri spiegano la rilevanza delle proposte ufficiali depositate dal ministero alle società interessate.
Le nomine per Leonardo e il cambio al vertice
Per Leonardo si registra la scelta più rilevante: il Mef, insieme al Mimit, ha indicato Lorenzo Mariani come nuovo amministratore delegato e Francesco Macrì come presidente. Questa indicazione comporta la non conferma dell’attuale management uscito di scena, con la sostituzione di figure che hanno guidato il gruppo fino ad ora. La scelta di Mariani rappresenta, per gli osservatori, una soluzione tecnica che punta a valorizzare competenze specifiche nel settore della difesa e aerospazio, dopo il percorso maturato nell’orbita delle partecipate e delle joint venture internazionali legate al settore.
Chi sono i nominati per Leonardo
La lista depositata per il cda di Leonardo comprende, oltre a Francesco Macrì (presidente) e Lorenzo Mariani (ad), anche i consiglieri Elena Vasco, Enrica Giorgetti, Rosalba Veltri, Trifone Altieri, Cristina Manara e Francesco Soro. La composizione punta a bilanciare profili industriali e competenze tecniche, con l’obiettivo esplicito di assicurare governante solida per le attività di difesa, aerospazio e sicurezza su cui il gruppo è impegnato.
Conferme e nomine in Enel, Enav ed Eni
Per Enel il Mef ha presentato una lista con la proposta di conferma di Flavio Cattaneo come amministratore delegato e di Paolo Scaroni come presidente, a fronte di una partecipazione statale pari al 23,59% del capitale; la lista comprende anche i consiglieri Alessandro Monteduro, Johanna Arbib Perugia, Federica Seganti e Tiziana de Luca. La scelta segnala una linea di continuità nella governance del gruppo elettrico e nelle strategie industriali recentemente delineate.
Per Enav, dove lo Stato è azionista di maggioranza con il 53,28%, il Mef ha indicato la coppia Sandro Pappalardo (presidente) e Igor de Biasio (amministratore delegato), affiancati dai consiglieri Stella Mele, Stefano Arcifa, Antonella Ballone e Cristina Vismara. La proposta nasce dalla concertazione tra il Mef e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e punta a un mix di esperienza gestionale e competenze tecniche nel settore dei servizi di navigazione aerea.
Le scelte per Eni e il collegio sindacale
Per Eni il Mef — in concerto con il Mimit e tramite la partecipazione della CDP — ha depositato la lista che propone Giuseppina di Foggia come presidente e la conferma di Claudio Descalzi come amministratore delegato, insieme ai consiglieri Matteo Petrella, Cristina Sgubin, Benedetta Fiorini e Stefano Cappiello. Il nuovo collegio sindacale indicato comprende Marcella Caradonna, Andrea Parolini, Mauro Zanin e la supplente Giulia de Martino.
Il ministro Giancarlo Giorgetti ha voluto ringraziare pubblicamente i presidenti, gli amministratori delegati e i consiglieri usciti «per l’impegno profuso in questi anni» e ha augurato buon lavoro a chi è stato confermato e ai nuovi entrati. Queste nomine, depositate formalmente dal Mef, saranno ora sottoposte al voto delle assemblee nelle date indicate, e segneranno l’avvio del prossimo ciclo di governo societario per gruppi con un ruolo centrale nell’economia nazionale.