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meloni in etio pia per il secondo vertice italia-africa e il punto sul piano mattei

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La presidente del Consiglio sarà ad Addis Abeba per il secondo summit italia-africa e come ospite d'onore alla plenaria dell'Unione Africana: focus sul Piano Mattei, sulle risorse mobilitate e sulle priorità operative.

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è arrivata ad Addis Abeba per una missione di due giorni dedicata al secondo vertice Italia-Africa e alla sessione plenaria dell’Unione africana. L’obiettivo dichiarato è verificare l’attuazione del Piano Mattei per l’Africa e rafforzare il ruolo dell’Italia quale ponte privilegiato tra Europa e Africa.

L’appuntamento si svolge in coincidenza con la 39ª assemblea dell’Unione africana.

Sono previste le relazioni di leader africani e rappresentanti delle istituzioni multilaterali, con l’intento di consolidare i risultati raggiunti e definire le priorità operative per le fasi successive del piano.

Obiettivi del vertice e messaggio politico

A seguito della sessione plenaria, il vertice mira a chiarire lo stato di avanzamento dei progetti del Piano Mattei e a raccogliere i contributi delle controparti africane. L’iniziativa punta a promuovere un dialogo di pari a pari, orientato a una crescita condivisa e alla corresponsabilità fra partner. L’azione italiana viene presentata come finalizzata a consolidare il ruolo del Paese quale mediatore credibile tra istituzioni europee e africane.

Un ponte tra continenti

La scelta di svolgere il vertice in Africa è indicata dalle fonti come un segnale politico: si intende trasferire il baricentro del dialogo sul territorio africano. Tale decisione risponde all’esigenza di evitare una relazione definita unicamente dalla periferia europea. Il messaggio ufficiale sottolinea la necessità che la cooperazione sia percepita come reciproca e sostenibile.

Il bilancio del piano: ambiti e numeri

A valle del richiamo alla cooperazione reciproca e sostenibile, la rendicontazione evidenzia risultati concreti. Il Piano Mattei si è esteso a 14 Paesi africani e ha promosso quasi cento iniziative.

Le aree d’intervento comprendono energia e transizione climatica, agricoltura e sicurezza alimentare, infrastrutture, sanità, acqua, istruzione e formazione professionale. Tra le tecnologie coinvolte figurano l’intelligenza artificiale e il dominio spaziale.

I progetti spaziano da interventi infrastrutturali a programmi di capacity building nel settore sanitario e agricolo. Il monitoraggio è orientato a misurare impatto, sostenibilità finanziaria e trasferimento di competenze.

Fonti istituzionali sottolineano l’importanza della reciprocità e della filiera corta nella progettazione. Il prossimo passo previsto è la verifica periodica dell’implementazione dei progetti e dei risultati raggiunti sul terreno.

Struttura finanziaria e partner multilaterali

In continuità con la verifica periodica dell’implementazione, è stata definita un’architettura finanziaria che unisce risorse nazionali e contributi esterni. Sul piano operativo partecipano istituzioni multilaterali e banche di sviluppo con ruoli distinti nella mobilitazione dei capitali.

Tra i soggetti coinvolti figurano la Banca africana di sviluppo, la Banca mondiale e un rafforzamento della cooperazione con BERS e BEI. Secondo fonti ufficiali, oltre un miliardo di euro è stato messo a disposizione tramite strumenti diversi, incluse garanzie e finanziamenti concessionali, intesi come prestiti a condizioni agevolate destinati a progetti di sviluppo. La dotazione finanziaria sarà oggetto di monitoraggio continuo per valutarne efficacia e impatto sul terreno.

Programma della missione e attori coinvolti

La missione si apre con una sessione inaugurale che vedrà intervenire i principali leader africani e internazionali. Tra i partecipanti figurano il primo ministro etiope Abiy Ahmed Ali, il presidente dell’Unione Africana e leader angolano Joao Lourenco, il presidente della Commissione dell’UA Mohammed Ali Youssouf, il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres e il presidente palestinese Mahmud Abbas. È prevista una sessione riservata ai capi di Stato e di governo dei Paesi direttamente coinvolti nel Piano Mattei.

Alla delegazione italiana si affiancano rappresentanti di istituzioni finanziarie internazionali, esponenti delle principali imprese italiane e organizzazioni della società civile impegnate nei progetti sul terreno. La presenza di questi attori ha l’obiettivo di favorire sinergie operative e stimolare investimenti pubblici e privati, con una cornice di monitoraggio per valutare efficacia e impatto delle iniziative.

Progetti concreti e aree territoriali

La missione prevede interventi su più fronti per tradurre la strategia in risultati tangibili. Sono programmati piani pilota per l’agricoltura rigenerativa e la creazione di centri di eccellenza per la formazione agroalimentare. A complemento si inseriscono grandi impianti fotovoltaici e opere di interconnessione elettrica per migliorare l’affidabilità delle reti rurali.

Tra le azioni specifiche figurano il sostegno alla sovranità alimentare, lo sviluppo della produzione di biocarburanti e programmi di elettrificazione nelle aree svantaggiate. Sono inoltre previsti investimenti per poli digitali e hub per l’innovazione, finalizzati a favorire sinergie tra ricerca, imprese e agricoltori. La governance dei progetti comprende meccanismi di monitoraggio per valutare efficacia e impatto.

Educazione, salute e cultura

Il piano include misure per rafforzare il capitale umano attraverso programmi di formazione tecnica e il potenziamento dell’istruzione primaria. Gli interventi sanitari mirano al consolidamento dei sistemi nazionali e al miglioramento della salute materno-infantile, con approcci integrati tra servizi di base e formazione professionale.

Sul versante culturale sono stati avviati progetti di cooperazione archeologica e iniziative per la valorizzazione del patrimonio condiviso. Queste attività intendono favorire sviluppo locale e turismo sostenibile, collegando conservazione e creazione di valore economico per le comunità coinvolte. Il prossimo passo prevede la definizione di priorità territoriali per avviare i primi cantieri sperimentali.

La premier, intervenendo alla sessione inaugurale dell’assemblea dell’Unione Africana, conferma l’impegno dell’Italia a sostenere la Agenda 2063, il quadro strategico dell’Unione Africana per lo sviluppo socio-economico del continente. Nel discorso ribadirà la promozione di strumenti finanziari innovativi per favorire uno sviluppo equilibrato e sostenibile.

La missione ad Addis Abeba assume carattere operativo: un momento per raccordare il Piano Mattei alle priorità locali e alle reti internazionali di cooperazione. Il prossimo passo prevede la definizione di priorità territoriali per avviare i primi cantieri sperimentali e l’apertura di tavoli con partner finanziari e tecnici per calibrarne modalità e risorse.