La Procura militare di Roma ha avviato accertamenti preliminari sulla presenza di appartenenti alle Forze Armate nella struttura di Futuro Nazionale, il partito di Roberto Vannacci. Al momento, però, non risulta alcuna indagine penale nei confronti del generale né iscrizioni nel registro delle notizie di reato.
Militari in Futuro Nazionale, scattano gli accertamenti della Procura di Roma
Come riportato da Tgcom24, la Procura militare di Roma, guidata dal procuratore Marco De Paolis, ha disposto una serie di accertamenti preliminari dopo l’esposto presentato dal Sindacato dei Militari sulla presenza di appartenenti alle Forze Armate nella struttura organizzativa di Futuro Nazionale, il partito presieduto da Roberto Vannacci. Le verifiche puntano a stabilire se vi siano condotte che rientrino nella competenza della giustizia militare e riguardano, allo stato, personale ancora in servizio.
Gli approfondimenti mirano in particolare a chiarire se l’eventuale attività svolta all’interno del partito, anche attraverso incarichi sindacali, possa entrare in contrasto con il dovere di neutralità politica previsto per il personale militare. La Procura ha precisato che l’obiettivo è verificare “l’eventuale sussistenza di fatti di propria stretta competenza in relazione a persone soggette alla giurisdizione militare”.
Nessuna indagine penale su Vannacci: la precisazione della Procura e l’intervento di Crosetto
La stessa Procura militare è intervenuta per correggere le ricostruzioni che avevano associato questi accertamenti a una presunta ricostituzione del partito fascista. In una nota ha chiarito che “non è stata disposta alcuna formale iscrizione nel registro delle notizie di reato“ e che non è stata aperta un’indagine penale nei confronti di Roberto Vannacci. Gli approfondimenti hanno ancora carattere esplorativo, perché la genericità degli elementi raccolti non consentirebbe, allo stato, di procedere a iscrizioni ai sensi dell’articolo 335 del codice di procedura penale. La Procura ha inoltre specificato che nell’esposto ricevuto non compare alcuna ipotesi di ricostituzione del partito fascista né un riferimento alla legge Scelba.
Sul caso è intervenuto anche il ministro della Difesa Guido Crosetto, rivendicando una posizione garantista: “Non difendo Vannacci. Difendo un principio che vale per tutti“, contestando la trasformazione di un accertamento preliminare in una condanna mediatica prima dell’apertura di una vera indagine. Anche l’avvocato Giorgio Carta, difensore di Vannacci, pare esclusa che dai fatti descritti possano emergere reati comuni o militari e sostiene che l’eventuale questione possa avere, al massimo, natura disciplinare. La difesa si dice quindi serena e confida che gli accertamenti possano concludersi con l’archiviazione.
