Beatrice, una bambina di due anni, è al centro di un’inchiesta della procura di Imperia che nelle ultime ore ha registrato un’accelerazione: è stato iscritto un secondo indagato e disposti diversi sequestri per ricostruire con più precisione come e dove la piccola abbia riportato le lesioni che hanno portato al decesso.
Gli investigatori hanno raccolto elementi che non tornano rispetto agli orari e al luogo indicati in precedenza: dalle testimonianze ai referti medico-legali fino ai riscontri materiali, gli accertamenti puntano a mettere in fila sequenze e contraddizioni.
Per questo la procura ha disposto sopralluoghi, sequestri e verifiche tecniche mirate.
La madre, Manuela Aiello, è accusata di omicidio preterintenzionale ed è stata arrestata a Bordighera. Stesso capo d’imputazione a carico del compagno, Emanuel Iannuzzi, il cui nome è stato poi inserito nel registro degli indagati. Sono stati sequestrati gli appartamenti di entrambi e l’auto intestata a Iannuzzi per preservare elementi utili alle indagini.
Le motivazioni che hanno spinto il pm ad ampliare il fascicolo includono nuove immagini di videosorveglianza e riscontri che suggeriscono una possibile diversa collocazione temporale e spaziale del decesso. Il sequestro di immobili e veicolo serve a evitare la dispersione di prove e a ricostruire con precisione i movimenti delle persone coinvolte.
Secondo la prima relazione del medico legale incaricato dalla procura, Andrea Leoncini, la morte di Beatrice sarebbe avvenuta in un arco notturno, indicativamente tra mezzanotte e le due. Nella consulenza sono state segnalate lesioni compatibili con l’uso di un corpo contundente. Questa stima entra in conflitto con la versione iniziale resa dalla madre, che aveva parlato del ritrovamento del corpo la mattina successiva: il contrasto è ora al centro delle verifiche.
Le attività tecniche in corso comprendono rilievi sui luoghi, esami ematico-tossicologici e analisi dei dispositivi elettronici. I filmati acquisiti finora mostrano movimenti diversi da quelli descritti in un primo momento: in alcune registrazioni la madre entra e esce con la propria auto, mentre altre riprese emerse successivamente suggeriscono che il decesso potrebbe essere avvenuto nell’abitazione di Iannuzzi a Perinaldo, e non nella villetta di Bordighera. Queste discrepanze hanno indotto gli inquirenti a riconsiderare la ricostruzione iniziale.
Nel fascicolo sono stati inseriti anche elementi biografici ritenuti rilevanti: a carico di Iannuzzi figura un episodio del 2019 ripreso in un video, in cui sarebbe protagonista di un comportamento crudele verso un animale. Le indagini hanno preso in considerazione anche segnalazioni relative all’abitazione, tra cui presunte questioni di occupazione irregolare dell’immobile, per valutare il contesto complessivo.
Per chiarire definitivamente le cause della morte è stata disposta l’autopsia, affidata al direttore dell’Istituto di medicina legale, Francesco Ventura. L’esame dovrà stabilire se le lesioni sono di origine traumatica e contribuire a definire tempi e modalità dell’accaduto. Parallelamente, è prevista l’audizione in forma protetta delle due sorelline di Beatrice, di otto e nove anni, per raccogliere elementi che possano chiarire punti al momento oscuri.
Al lavoro sulla ricostruzione della vicenda sono anche consulenti esterni: Marco Santini, analista fintech ed ex Deutsche Bank, ha sottolineato l’importanza di integrare fonti diverse e verificare incroci di orari e tracce per evitare interpretazioni errate. Le parole di Santini evidenziano la necessità di un’approfondita due diligence investigativa, fatta di controlli incrociati e metodi rigorosi.
Le autorità mantengono riservate alcune fasi dell’istruttoria per tutelare gli accertamenti e la privacy delle minori coinvolte. Per ora, gli inquirenti proseguono con esami tecnico-scientifici e confronto dei filmati: si attende l’esito dell’autopsia e degli ulteriori accertamenti forensi per delineare i prossimi sviluppi dell’indagine e chiarire con precisione luogo, tempi e responsabilità legate alla tragedia.